Le antiche faggete del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, diventano patrimonio dell’Unesco. Si tratta di un ambìto riconoscimento in grado di rilanciare lo sviluppo turistico-ambientale del territorio, ottenuto ed inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco nel corso dell’ultima riunione della competente Commissione che si è svolta a Cracovia.

In tale contesto le
faggete del Pnalm sono state riconosciute tra le più antiche d’Europa, insieme a quelle di Sasso Fratino nel Parco nazionale delle foreste Casentinesi, della Foresta Umbra nel Parco nazionale del Gargano, di Cozzo Ferriero nel Parco nazionale del Pollino, di Monte Raschio nel Parco regionale di Bracciano e di Monte Cimino. Solo questi 12 Paesi europei possono vantare un simile riconoscimento. “Da questo riconoscimento – sottolinea il sindaco Marco Scappaticci – si otterrà un ulteriore passo in avanti verso lo sviluppo turistico. Lo stesso, porta a compimento un lungo lavoro coordinato dal Parco nazionale con il suo presidente Antonio Carrara, fortemente voluto dagli Enti gestori dei Parchi nazionali e dalla Comunità locali. Le foreste di faggio hanno una
notevole importanza nel processo di conservazione della biodiversità, elemento qualificante e caratterizzante della nostra produzione casearia, rappresentata dal Pecorino Dop di Picinisco”.
Caterina Paglia