<Aver inserito il territorio della Valle del Sacco nel SIN sta producendo, tra gli altri – dice Danilo Magliocchetti, Consigliere Comunale e provinciale di Frosinone – dei positivi effetti in termini dei siti oggetto dei procedimenti di bonifica>.
<Lo certifica il rapporto 2017 dell’Arpa – spiega ancora Magliocchetti – pubblicato in questi giorni sul proprio sito internet afferente i siti nelle province del Lazio oggetto dei procedimenti di bonifica negli anni 2014-2015-2016, che riporta questa situazione: 2014 2015 2016 Frosinone 111 128 293 Latina 116 104 104 Rieti 38 41 40 Roma 535 522 536 Viterbo 105 124 121 Totale 905 919 1094 Come si evince chiaramente dalla lettura del rapporto, per quanto riguarda la provincia di Frosinone c’è una crescita esponenziale dei siti oggetto di indagine, nel periodo in esame ed in particolare nel 2016. Inoltre negli anni 2015- 2016 la provincia di Frosinone è la seconda nel Lazio, dietro quella di Roma per interventi di bonifica. Il motivo è spiegato bene dall’Arpa nell’analisi del rapporto laddove è espressamente scritto che: “L’andamento dell’indicatore mostra, nell’anno 2016, un incremento del numero di siti individuati a seguito della comunicazione resa ai sensi degli artt. 242 e seguenti della Parte IV Titolo V del D. Lgs. 152/06 e s.m.i., nelle province di Frosinone e Roma, ed una diminuzione degli stessi nelle province di Rieti e Viterbo. Il motivo dell’aumento del numero dei siti sotto procedimento di bonifica ex legge nella provincia di Frosinone è attribuito alla scelta di inserire nell’indicatore dall’anno 2016 anche i siti “ex SIN Frosinone” nei quali negli anni sono state effettuate delle attività di caratterizzazione – così come da normativa vigente – poiché perimetrati all’interno dell’Ex-SIN di Frosinone” E’ opportuno ricordare che, ai sensi della normativa vigente è di competenza regionale l’elaborazione, l’approvazione e l’aggiornamento del Piano per la bonifica di aree contaminate, nonché la definizione di specifiche linee guida e criteri per la predisposizione e l’approvazione dei progetti di bonifica. La normativa inoltre prevede che qualora si verifichi un evento di potenziale contaminazione si rende necessario dapprima effettuare la comunicazione agli enti preposti ed intervenire con misure di messa in sicurezza d’emergenza, e successivamente effettuare un’indagine preliminare finalizzata a verificare la reale contaminazione. In caso di contaminazione si deve provvedere alla bonifica dei terreni o alla messa in sicurezza del sito, al fine di prevenire il rischio di esposizione di persone a sostanze pericolose per la salute, impedire la diffusione della contaminazione nel suolo e nelle altre matrici ambientali e definire la disponibilità dell’utilizzo futuro di tali aree per nuove attività. L’importante aumento delle attività di monitoraggio da parte dell’Arpa Lazio in provincia di Frosinone dei procedimenti di bonifica costituisce finalmente un segnale importante di attenzione nei confronti delle politiche ambientali del territorio>.
