Basket A2 – Alviti si presenta a Imola: “Decisiva la chiamata di coach Cavina”

Roberto Caporilli
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Prime parole da giocatore dell’Andrea Costa Imola per il giovane ciociaro Davide Alviti.

L’ala originaria di Alatri ha parlato questa mattina in conferenza stampa rilasciando le prime parole da tesserato biancorosso: “Sono molto contento di sposare questo progetto – ha dichiarato -, conoscevo la società ma la chiamata di coach Cavina è stata decisiva per accettare la proposta di Imola, con lui l’anno scorso sono cresciuto molto anche perché non era facile mettersi in luce dopo un’annata (a Mantova, ndc) in cui avevo giocato poco. Ci sono tutti i presupposti per fare una grande stagione ma ora penso soltanto ad allenarmi, come faccio ogni estate, per arrivare pronto al raduno del 13 Agosto. Sono arrivato a Tortona da ala forte ma con la partenza di Reati ho trovato più spazio da numero 3, è stato fondamentale il lavoro in allenamento che porta a migliorarsi e a diventare più duttili. Aspettative? Voglio innanzitutto divertirmi, poi avrò la possibilità, com accaduto anche nelle ultime stagioni, di stare a contatto con professionisti esperti dai quali c’è solo da imparare come Prato e Maggioli”.

Anche coach Cavina ha presentato Alviti con parole al miele, preannunciando che lo schiererà prevalentemente da ala piccola: “Ho insistito per avere qui Davide dopo le conferme di Prato e Maggioli, la squadra che sta nascendo dovrà avere tanta fame e ragazzi come Alviti, che non sono ancora arrivati alle luci della ribalta, hanno le motivazioni giuste. Lo scorso anno Davide ha fatto un importante percorso di crescita tecnica: arrivato da 4, ha chiuso la stagione come 3 e da questo dovrà ripartire. Per noi è fondamentale che tutti i giocatori che arriveranno abbiano voglia di migliorarsi, da questo desiderio nasceranno sicuramente cose positive per tutta la squadra. Di questo ragazzo apprezzo la continua voglia di migliorarsi e il suo arrivo rientra nel discorso che ho fatto appena arrivato qui: nella costruzione del roster si guarda prima alle persone e poi ai giocatori”.

Roberto Caporilli

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