Revamping all’inceneritore di Colleferro, con il conferimento di circa 220 mila tonnellate di rifiuti provenienti da Roma.
La Valle del Sacco, già fortemente martoriata da tragiche situazioni ambientali con molteplici problematiche legate a una vera e propria emergenza sanitario ambientale, si dichiara satura da ogni forma di inquinamento. Pasquale Ciacciarelli, coordinatore di Forza Italia per la provincia di Frosinone, chiedendo coerenza in nome della salute, evidenzia come la Regione Lazio da una parte ammette che nella Valle del Sacco si vive in una emergenza ambientale e dall’altra parte rilascia autorizzazioni. Di seguito la nota stampa di Pasquale Ciacciarelli. “L’intervento dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, attiva nella segnalazione e discussione delle problematiche ambientali che attanagliano il nostro territorio provinciale, sulle drammatiche conseguenze sanitarie che si prospettano dinanzi all’ampliamento dell’inceneritore di Colleferro disposto dalla Regione Lazio, fa riflettere, e non poco, in quanto accende i riflettori sull’emergenza sanitario ambientale che il nostro territorio vive. La Valle del Sacco, per sua stessa morfologia, risulta essere una sorta di conca chiusa, ove le polveri sottili ristagnano per mancanza di venti ad alta quota. Secondo l’Arpa Lazio, quindi secondo la stessa Regione, nella Valle ha luogo un fenomeno denominato effetto pendolo, secondo cui le polveri sottili quotidianamente seguono un percorso che spazia da Nord a Sud della provincia, tornando indietro in un arco temporale di 24 ore. Ora mi chiedo, come può la Regione constatare l’esistenza del fenomeno e poi autorizzare, in un secondo momento, l’ampliamento dell’inceneritore di Colleferro, essendo conscia dell’aggravamento che una simile scelta comporterà alla già precaria condizione ambientale della provincia di Frosinone? Può la Regione, come ente territoriale, ammettere con una mano l’emergenza ambientale e con l’altra fingere di non saperlo, o semplicemente sorvolare con superficialità, rilasciando simili autorizzazioni? Credo che sia necessaria, anzi doverosa, maggior coerenza e rispetto nell’amministrazione del territorio, lo si deve alla nostra Terra ed ai cittadini che la abitano, che hanno scelto volontariamente di continuare ad abitare anche i siti più compromessi dagli ecoreati. La Valle del Sacco è già satura di polveri sottili, parlo di pm 10, ma anche di pm 2,5 ed è provato che la circolazione di dette polveri, dovuta alla combustione, è alla base dell’insorgenza di patologie tumorali, dell’apparato respiratorio, e del sistema linfatico. I dati sull’incidenza di simili patologie nel nostro territorio ed in particolare nella Valle del Sacco sono allarmanti, pertanto la Regione non può non tenerne conto, fingendo cecità dinanzi ad una realtà inequivocabile.” Anna Ammanniti
