Frosinone – Cupola Unitalsi rimossa e dimenticata: una brutta storia frusinate. Ora un’altra delibera

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(di Alessandro Redirossi) Una brutta storia frusinate. È quella della Cupola Unitalsi, il celebre “pallone” tensostatico che fino al 2006 si trovava dietro alla curva sud del Matusa, il glorioso stadio oggi in fase di smontaggio.

Nella famosa Cupola un tempo si svolgevano le attività sportive e di socializzazione per i disabili curate dall’associazione Unitalsi: un’oasi di socialità al centro della città. Nel 2006, ai tempi dell’amministrazione Marzi, dopo la promozione in serie B del Frosinone, la struttura fu rimossa con l’impegno di ricollocarla al Casaleno nell’ambito del project Matusa-Casaleno (poi naufragato). Nel 2009 fu contratto un mutuo da 250mila euro dall’amministrazione Marini per la ricostruzione della Cupola al Casaleno. Ma la struttura sportiva non è mai stata ricostruita in 5 anni. Nel giugno 2014 il colpo di grazia: l’amministrazione Ottaviani ha deviato quei 250mila euro sui lavori di completamento dello Stadio Casaleno. Un anno dopo, nel 2015, su iniziativa dell’ex capogruppo Pd e assessore Pierluigi Quaresima arrivò in Consiglio comunale una delibera di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 600 cittadini per riportare quqi 250mila euro sulla Cupola Unitalsi. Ma il Consiglio comunale non si espresse su quella delibera: il voto fu rinviato e la delibera firmata dai cittadini non è più tornata all’esame dell’Assise in questi due anni di silenzi. Prima delle ultime elezioni, a fine maggio scorso, con delibera la Giunta Ottaviani ha approvato un atto di indirizzo finalizzato alla realizzazione di «una struttura sportiva coperta» nei pressi del Palazzetto dello Sport al Casaleno, in cui si evidenzia che «la struttura Unitalsi in area Matusa era adibita ad attività di alta rilevanza sociale e garantiva attività assistenziale ad una fascia svantaggiata di cittadini», svolgendo un ruolo «essenziale e irrinunciabile». La Giunta Ottaviani ha dato mandato agli uffici del Comune per individuare associazioni sportive disposte a collaborare con il Comune per realizzare un impianto sportivo coperto «da concedere parzialmente in uso gratuito all’Unitalsi» nella zona adiacente al parcheggio del Palazzetto dello sport «e nei terreni circostanti in possesso del Comune». Ma i 250 mila euro un tempo destinati alla ricostruzione della struttura sportiva (di cui l’Unitalsi e i cittadini sono stati improvvisamente privati nel 2006) e poi volati sul nuovo stadio non sono stati ripristinati dalla Giunta Ottaviani. Un atto molto lontano dalle richieste contenute nella delibera popolare del 2015, che chiedeva il ritorno dei 250mila euro sulla struttura, con l’uso da destinare alle attività che vi venivano precedentemente svolte dall’Unitalsi. Ora la speranza è che almeno tale struttura sportiva al Casaleno sorga in tempi brevi. Alessandro Redirossi
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