Con l’approvazione dello stato patrimoniale iniziale abbiamo completato il processo di passaggio dalla contabilità finanziaria alla contabilità economico-patrimoniale. A tal fine la Commissione coordinata dal prof. Intrisano ha provveduto a ripulire il bilancio di alcune poste onde disporre per la prima volta di un documento in grado di rappresentare l’effettiva situazione economico-finanziaria del nostro Ateneo.
“A tal fine – continua la nota – sono stati cancellati circa 41 mln di euro di residui attivi, in quanto assolutamente insussistenti e non collegati ad obbligazioni giuridiche perfezionate. Detti crediti sono la conseguenza di previsioni di entrata che sin dal momento della previsione erano prive di qualsivoglia possibilità di realizzazione. Non solo, queste previsioni non sono state riviste negli assestamenti di bilancio dei diversi anni di riferimento, come la normativa di riferimento, invece, imponeva. Per quanto riguarda i residui passivi, si è proceduto a riconciliare il debito INPS e il debito IRPEF con gli importi della contabilità, pervenendo alla conclusione di un nuovo debito IRPEF di 2 milioni e di un nuovo debito INPS di circa 5 milioni, entrambi mai riportati in contabilità. In breve, oggi risulta un forte squilibrio finanziario dell’Ateneo, da addebitare ad una politica di bilancio adottata negli anni passati non ispirata alla prudenza, atteso che le spese venivano concepite oltre le reali possibilità dell’Ateneo. Da qui il disavanzo complessivo rilevato al 1/1/2016 di ben 41 milioni di euro e da qui la decisione del Consiglio di Amministrazione di procedere con azioni di responsabilità nei confronti di coloro che nel corso degli anni hanno concorso a questa situazione. Oltre allo stato patrimoniale iniziale abbiamo approvato il primo bilancio unico di Ateneo, anno 2016. Questo evidenzia una perdita di 2 milioni di euro. Quest’ultima è più contenuta delle perdite prodotte negli esercizi precedenti che si possono stimare a circa 5 milioni di euro, come testimonia l’entità del disavanzo accumulato nel corso degli anni e che è indicativa dello squilibrio strutturale in cui versa l’Ateneo. Se ne deduce che la perdita di esercizio 2016 è già caratterizzata da una gestione più attenta ed oculata. Stiamo perfezionando il piano di rientro in cui sono state individuate manovre di riequilibrio della struttura, in grado di generare flussi differenziali che consentiranno di ripianare il debito e rilanciare la nostra Università con una struttura trasparente e in assoluta discontinuità con il passato”. Fonte comunicato stampa
