Valter Tersigni fa un bilancio del governo De Donatis e ripercorre le tappe salienti del primo anno di mandato dell’attuale maggioranza. E’ un quadro a dir poco disastroso quello descritto dal consigliere comunale di minoranza.
“Esattamente un anno fa De Donatis prestava giuramento e diventava sindaco di Sora – inizia così la nota di Valter Tersigni- Esattamente un anno fa il neo sindaco indossava la fascia a rovescio e diceva, così come aveva fatto durante tutta la campagna elettorale con spot e comunicati, che loro erano pronti. Oggi, dopo 365 giorni della sua piattaforma “non civica” e 365 giorni del non fare, è impossibile non tracciare un bilancio di quanto realizzato e constatare, insieme a tutta la città, che ancora non sono pronti. Ritengo, così come tanta gente con cui ho l’opportunità di parlare e di confrontarmi, che mai tanti scempi e strafalcioni sono stati fatti da una amministrazione comunale. Sora, oramai a pezzi sotto tutti gli aspetti, giace inerme davanti agli occhi di tutti. Non c’è una cosa che funzioni. Questa è la dura realtà dei fatti che è impossibile non notare. Primo tra tutti l’infinito problema dell’Ospedale SS. Trinità, che non ha visto di certo il sindaco De Donatis ne’ il presidente della commissione sanità fare lo sciopero della fame o organizzare, con tutti i rappresentanti politici del territorio, una fiaccolata per sensibilizzare chi di dovere ai tanti problemi presenti. Per poi continuare con i lavori dei Contratti di Quartiere famosi non solo per aver messo un intero rione in ginocchio, ma anche per vedere i cittadini in rivolta a causa delle nuove scelte progettuali effettuate. A nessuno è consentito conoscere la data della fine lavori, così come non è chiara alla maggior parte della gente la soluzione che si adotterà per risolvere i problemi evidenziati.
Non parliamo poi di decoro. Lo scempio è quotidianamente sotto gli occhi di tutti. Erba alta, sporcizia, trascuratezza, rappresentano oramai la regola. Il fiume è in condizioni pietose, mentre si rimpallano le responsabilità ed i topi passeggiano ovunque. Infinite le discariche a cielo aperto sotto gli occhi di tutti. Le strade periferiche sono piene di rifiuti. E meno male che la rinascita delle periferie era l’obiettivo prioritario di questa amministrazione! Anche il Cimitero Comunale, completamente abbandonato sia all’interno che all’esterno tra erba e sporcizia, è inguardabile. I parchi e le aree verdi, poi, giacciono nel più totale dimenticatoio. Il sindaco non parla più dei giochi in essi presenti e delle certificazioni degli stessi, indispensabili a quanto appare soltanto per il parco inclusivo presente nella villa comunale e donato gratuitamente al comune da una associazione. Allo stesso modo, niente delle promesse fatte e sbandierate sui giornali in merito ai ponti lamellari, trovano riscontro nella realtà.
La stessa sorte è toccata alla messa in sicurezza delle scuole. Nonostante i finanziamenti erano già stati ottenuti, dopo un anno non si vedono ancora lavori in esecuzione. E se dove i soldi già c’erano nulla è stato fatto di concreto (voglio ricordare anche il finanziamento per la frana che interessa la salita dell’ospedale), le speranze diventano prossime allo zero per quei lavori dove il finanziamento deve essere chiesto. Nessuno parla più della problematica dei solai della scuola di San Rocco o delle varie agibilità degli edifici di proprietà, che tanto hanno infuocato gli spot ed i comunicati della campagna elettorale di De Donatis. E se le scuole comunali sono rimaste nel dimenticatoio, a maggior ragione nessuno ricorda più le promesse fatte dal sindaco ai ragazzi ed alla cittadinanza in merito alla sede del liceo Valente. Dimenticati anche tutti i punti prioritari e gli obiettivi del nuovo gruppo di governo, sia a breve che a lungo termine, tanto decantati in campagna elettorale.
Ben noto a tutti, invece, il mancato adeguamento del Palazzetto dello Sport Polsinelli per permettere alla prima squadra di pallavolo di giocare la Superlega in casa, così come l’inerzia comunale unita alla non conoscenza della convezione stipulata con Acea Ato 5 a fronte della chiusura dello sportello di Sora e la morte del museo comunale che, ancor oggi, dopo una lecita indagine di mercato effettuata da tempo, giace inerme senza un direttore. Impossibile non evidenziare anche l’odissea della consulta al commercio. Una vera e propria gag comica che ha visto l’exploit inaspettato di una prima votazione con un infinito numero di membri, la grandiosa elezione di un presidente, subito dopo dimissionario, e una seconda votazione caratterizzata da pochissimi partecipanti. Non parliamo delle grandi dichiarazioni, fatte a mezzo stampa, sullo spostamento e sulla riorganizzazione del mercato che, dopo un anno, resta invece immutato ed avvolto nel silenzio.
Per poi stendere un vero e proprio velo pietoso anche sull‘operato del settore cultura che è stato capace di trasformare la Notte Bianca dello Sport da manifestazione di rilevanza regionale a sagra di paese del panino e della porchetta, per poi distruggere, senza colpo ferire, la Festa delle Lanterne passata da più di mille partecipanti a meno di dieci. Per non parlare delle numerosissime altre manifestazioni caratterizzate da una disorganizzazione e da una approssimazione talmente tanto grande da lasciare il vuoto nel cuore.
Il nulla assoluto circonda anche Serapide, la cui soluzione dopo tante chiacchiere e promesse è precipitata in un buco nero indefinito che ha dissolto nel nulla le speranze.
Ogni giorno ed in ogni momento, Sora constata il fallimento totale di una maggioranza politicamente incapace di agire e di produrre risultati concreti, di trasformare le promesse in realtà, di mantenere fede agli impegni elettorali presi. E se la città è a pezzi, ancora più triste è la situazione in cui versa il comune di Sora. Dopo un anno impiegato nella riorganizzazione degli uffici, con l’attuazione di procedure molto discutibili che sono al vaglio della magistratura e delle autorità competenti, il comune di Sora è totalmente fermo, infangato in una riorganizzazione talmente sballata da dover essere smentita subito dopo dalla non attuazione di quanto deliberato o da ordini di servizio puntuali che annullano quanto precedentemente deciso. Settori distrutti ed allo sbando, messi nella condizione di non riuscire a dare più risposte concrete ai cittadini. Così mentre gli uffici sono nel caos, la squadra di governo procede senza il benché minimo rispetto di statuti, regolamenti o leggi dello stato. Tante anche le risposte mai date alle interrogazioni inoltrate dai consiglieri di minoranza.
A fronte di una situazione che vede Sora in ginocchio e stringe il cuore a chi ha cercato e cerca di fare il massimo per una città che ha la necessità di risorgere, si resta davvero senza parole di fronte ad un sindaco che dichiara, a mezzo stampa, di aver messo la freccia. Come consigliere comunale e come cittadino non vedo assolutamente nessuna freccia inserita, se non quella che segnala una profonda, assoluta e preoccupante marcia indietro di una città ridotta allo sfascio. Riempirsi la bocca di parole che non trovano riscontro con la realtà e fare tre comunicati al giorno con la speranza di accecare la gente con il fumus della comunicazione, è una politica che non ha mai pagato e mai pagherà. Sono un uomo concreto, abituato a fare molto ed a parlare poco, dimostrando con i fatti ed i risultati la capacità di azione. Resto convinto che Sora ha bisogno di tanta concretezza perché i cittadini, assolutamente non stupidi, vivono in un mondo reale popolato di problemi reali e non vanno avanti mangiando chiacchiere ed illusioni.
La città ha bisogno di fatti e dopo un anno intero non se ne vedono all’orizzonte!”.
Fonte comunicato stampa
