Ennesima tegola che inesorabilmente cade sulla testa degli abitanti della Valle del Sacco. Da Roma giungono notizie affatto felici sulla rigenerazione dell’inceneritore di Colleferro. Il termovalorizzatore verrà utilizzato per smaltire circa 220.000 tonnellate di rifiuti provenienti dalla Capitale.
Questo è ciò che è emerso dall’accordo stipulato lo scorso 19 giugno durante l’assemblea dei soci di Ep Sistemi, la società partecipata al 60% dalla regionale Lazio Ambiente e al 40% dalla romana Ama. Nonostante la proposta del comune di Roma nel mese di aprile di trovare soluzioni alternative. Il sindaco Virginia Raggi aveva infatti proposto, in linea con il Piano Rifiuti Zero di dismettere gli impianti attuali e crearne uno per i “materiali post-consumo”, una sorta di fabbrica dei materiali come luogo del riuso. L’Ama invece ha dato l’ok alla rigenerazione della seconda linea di termovalorizzazione dell’impianto, smaltirà fino a 220.000 tonnellate di rifiuti provenienti da Roma, contro le 60.000 tonnellate attuali. Arrivato anche l’ok del Campidoglio, come sembrerebbe, è stata trovata l’intesa tra Comune, Regione Lazio e Governo Nazionale. L’impianto di Colleferro sarà rimesso a nuovo entro i primi tre mesi del 2018. Per questioni economiche, trasferendo i rifiuti nel territorio colleferrino, al prezzo di 93 euro a tonnellata contro i 135 euro spesi per essere trasportati in Austria e nel altre regioni del nord Italia, si risparmieranno 42 euro a tonnellata. Tanto vale la salute degli abitanti della Valle del Sacco? Una zona martoriata da decenni dall’inquinamento con tragico aumento di malattie tumorali, respiratorie e cardiologiche. Anna Ammanniti
