Disoccupato versa trentamila euro ad un vicino di casa con la promessa di un posto di lavoro ma scopre di essere stato imbrogliato. Adesso rivuole i suoi soldi. Ma nonostante l’imputato sia stato condannato a risarcirlo fino a questo momento avrebbe versato soltanto duemila euro.
Trentamila euro in cambio di un posto di lavoro. Tanto ha versato
Vincenzo Gismondi, 48 anni residente a Sora ad un vicino di casa, titolare di una impresa di pulizie che gli aveva promesso di farlo assumere all’Ente Poste. L’uomo, separato e padre di un figlio, disoccupato da tempo, vive con la madre malata che percepisce una modesta pensione. Quel denaro
era il risparmio di una vita della donna ma lei con il cuore grande come tutte le mamme quando aveva saputo di quella possibilità non ci aveva pensato su due volte, era andata in banca ed aveva prelevato il denaro che serviva al figlio. Vincenzo, dapprima era scettico, ma poi quando a casa gli era arrivata la lettera di assunzione di Poste Italiane non stava più nella pelle. Il vicino di casa, almeno così credeva era stato di parola. . Ma quelle speranze sono durate molto poco. Quando infatti l’uomo si è recato negli uffici dell’Ente ha scoperto l’amara verità. Non c’era nessuna assunzione. Il vicino di casa lo aveva imbrogliato.
A seguito di tali fatti
aveva fatto scattare la denuncia. L’imprenditore oltre alla condanna penale era stato condannato a risarcire in toto la vittima. Questa mattina nella trasmissione <Mi manda Rai3> Vincenzo Gismondi ha raccontato la sua storia. Non riesce a spiegarsi perchè nonostante la condanna ancora non sia stato risarcito. < I soldi li riavrà tutti.>- Ha dichiarato il legale della controparte davanti al conduttore Salvo Sottile. Al momento non ha la disponibilità.> L’Italia è anche questa.
Marina Mingarelli