Roma – In uscita “Questioni probatorie”, l’ultima pubblicazione dell’Avv. Annunziata

marfst
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In uscita il libro di diritto “Questioni probatorie, tra male captum bene retentum e theory of the fruit of the poisonoustree” di Luigi Annunziata.

Luigi Annunziata, Avvocato del Foro di Roma e Dottore di Ricerca in diritto e procedura penale presso l’Università “La Sapienza”, è in uscita con la sua ultima pubblicazione dal titolo “Questioni probatorie, tra male captum bene retentum e theory of the fruit of the poisonoustree”.  In questo ultimo studio, durato due anni circa, l’Avvocato affronta un tema di grande attualità come l‘inutilizzabilità nei processi di prove rinvenute in perquisizioni Giudiziali illecite, perché commesse ad esempio in violazione di domicilio. Nel suo studio Annunziata mette a confronto due teorie molto diverse, quella del “male captum, bene retentum” utilizzata in Italia ed in tutta Europa e quella del “theory of the fruit of the poisonus tree” a cui si ispirano, invece, nei paesi aderenti alla common law e, quindi, praticata negli Stati Uniti. Due teorie che gestiscono in modo estremamente diverso la stessa situazione reale. Nei paesi Europei, dove trova applicazione la teoria “male captum, bene retentum”, si parte dal presupposto che qualsiasi prova, in qualsiasi modo trovata, possa essere un elemento del processo. Di tutt’altro avviso, invece, i giudici statunitensi che sostengono che i vizi della prova madre non possono non essere considerati negli atti successivi. La teoria, infatti, sostiene che i frutti dell’albero avvelenato sono anch’essi avvelenati e pertanto nei processi non sono ammesse prove viziate. Qual’è la soluzione? Luigi Annunziata nel suo libro afferma che la soluzione sta nel mezzo. Il sistema del “male captum, bene retentum” andrebbe quindi rivisto con dei bilanciamenti. Nel sistema italiano, infatti, ci si trova dinanzi a situazioni in cui a seguito di perquisizioni illecite si avviano processi ingiustificati. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha più volte bacchettato l’Italia sulla violazione di domicilio che rientra tra i diritti inviolabili dell’uomo e sul fatto che la Giurisprudenza sia costante nel ritenere che le prove possano essere sempre utilizzate. Si dovrebbe, quindi, giudicare una prova in base alla sua importanza. Nel corso di una perquisizione illecita diverso dovrebbe essere trovare qualche grammo di droga o trovare un cadavere. Marta Ferrari      
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