La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso depositato dalla difesa di Tonino Cianfarani condannato a 25 anni di carcere per la morte di Samanta Fava.
Confermata dunque la sentenza dei giudici di primo e secondo grado secondo cui si è trattato di un omicidio d’impeto maturato a seguito di una lite tra i due avvenuta all’interno della casa di Cianfarani. Ora la Corte di cassazione ha a disposizione fino a 90 giorni per rendere note le motivazioni della sentenza. La difesa a questo punto potrà solo ricorrere alla Corte di Giustizia europea o chiedere la riapertura del processo in caso di rinvenimento di nuove prove. Francesca Merolle
