#terradeiveleni – Sant’Elia come Pomezia, alto rischio disastro ambientale

Irene Mizzoni
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#terradeiveleni è un viaggio-inchiesta attraverso il quale Tg24.info racconterà i più grande scempi ambientali del passato e del presente che hanno fortemente inquinato la provincia di Frosinone. Il primo reportage punta l’indice contro la lentezza della macchina burocratica che non ha ancora consentito la bonifica di una discarica abusiva e altamente pericolosa scoperta e sequestrata dalla Guardia di Finanza di Cassino in una zona verdeggiante di Sant’Elia Fiumerapido.

Un sito in disuso, quattro volte più grande dello stabile andato completamente bruciato a Pomezia, che è una vera e propria bomba ecologica ad orologeria. Parliamo dell’ex azienda, trasformata in discarica di rifiuti di ogni sorta, sequestrata dopo una importante indagine portata avanti dagli investigatori della Guardia di Finanza del Gruppo di Cassino e dalla Procura. Un’ex azienda che dovrebbero essere bonificata e messa in sicurezza entro brevissimo tempo per evitare che anche a Cassino possa accadere quanto avvenuto in provincia di Roma. Il sito industriale, sequestrato nell’aprile del 2015 dal personale del tenente colonnello Massimiliano Fortino, si estende su un’area di 23.000 metri quadrati e comprende anche dei capannoni in amianto che si estendono per oltre 3.500 metri quadrati e che contengono ingenti quantitativi di rifiuti speciali e pericolosi stipati anche nelle immediate adiacenze ed a due passi dal fiume Rapido in località Olivella al confine con i comuni di Cassino e Belmonte Castello. L’indagine ha consentito ai finanzieri di Cassino di identificare e denunciare il legale rappresentante di un noto Istituto di credito del Nord Italia, proprietario dell’immobile. A distanza quindi di due anni l’intera zona è off limits nonostante il grande lavoro investigativo non si è riusciti ad ottenere la rimozione dei rifiuti più pericolosi e delle decine di lastre di amianto abbandonate ovunque e che rappresentano una vera e propria minaccia per coloro che, purtroppo, vivono a due passi da questa ‘bomba ecologica’. #terradeiveleni (prima parte – segue) @nicoletti
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