Nettuno – La meravigliosa storia dell’approdo del 1550 (video)

Anna Ammanniti
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 Sabato 29 e domenica 30 aprile migliaia di persone  alla rievocazione storica ambientata nel 1550, un evento che ha avuto il suo apice mistico con l’approdo della statua lignea della Madonna delle Grazie sulle rive antistanti il Santuario.

Circa 500 figuranti hanno sfilato in corteo ed hanno atteso, tra la folla dei fedeli, l’ingresso in Chiesa della statua accolta dal Rettore dei Padri Passionisti Antonio Coppola e dal sindaco Angelo Casto. Oltre al gruppo storico di Nettuno erano presenti con le proprie delegazioni e i loro costumi le città di: Anzio, Cave, Carpineto, Genazzano, Palestrina, Priverno, Paliano, Sermoneta, Paliano e Vallecorsa, tutte facenti parte della “Federazione Manifestazioni Storiche del Lazio”. L’Associazione Culturale “La Stella del Mare”, accogliendo il bisogno culturale che emerge dal territorio e ponendo tale emergenza al centro del proprio core e quindi della propria mission, organizza dal 2010 la rievocazione dell’evento dell’approdo della statua della Madonna delle Grazie nella città di Nettuno. “La città di Nettuno ha vissuto due incredibili giornate in cui tutte le piazze del centro e dell’antico borgo marinaro hanno vissuto il susseguirsi di gruppi di sbandieratori e tamburini, fanfare e suoni di cornamuse, concerti e danze rinascimentali. Ovunque era festa con gli antichi mercatini, gli artigiani, gli artisti che riproponevano antiche pose. E’ stato magnifico! Ed è stata una bella prova per l’Associazione Culturale “La Stella del Mare” che ha messo in campo tutte le sue risorse ed un’organizzazione certosina che cercato di curare i più piccoli particolari per dare il massimo alla Città, avvalendosi di un team di volontari veramente eccezionale. “L’infame eresia” aveva spinto gli inglesi di Enrico VIII a distruggere tutte le immagini sacre, tre statue lignee furono caricate su un veloce vascello che dalle coste britanniche si diresse a Napoli, probabilmente per rivenderle. L’operazione non andò a buon fine perché arrivato sulla costa laziale: “essendo insorta un’orribilissima tempesta di Mare, che durò tre giorni ……e vedendosi il Capitano a tal termine, e conoscendo inevitabile il suo naufragio …..deliberò di metter la prora a quella volta per salvare, se non la Nave, almeno la sua vita, e de’ Marinari……. Si salvarono tutti insieme con la Mercanzia …..ed allora fu che levata dall’Altare della Poppa, come è solito tenervi i Cristiani le Statue della B.ma Vergine, e quelle delli Santi Rocco e Sebastiano, furono collocate dal Popolo che vi accorse dentro la Chiesa suddetta dell’Annunziata, cioè nell’unica nicchia che vi stava nell’Altare” (da un manoscritto del 1718). L’inizio del lungo rapporto d’amore e di devozione tra i nettunesi e la Madonna delle Grazie trova una collocazione storica ben precisa: 1550, Anno del Giubileo.” L’identità di un popolo nasce e si si forma dalle ricchezze culturali che il vissuto storico ha depositato su un territorio. Tale fertile humus si concretizza nelle tradizioni, che non sono semplici rievocazioni di eventi o mere ripetizioni di modi di fare o di dire, ma testimoni viaggianti nel tempo che trasportano i nostri valori e ci identificano come unici ed irripetibili su un dato territorio. Anna Ammanniti  
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