Sono rimasta profondamente stupita del pensiero vergato dal collega Igor Traboni. Giornalista di caratura, insegnante e caposervizio per molti di noi, sembra essere vissuto ed aver lavorato su un altro pianeta. Sulla questione ‘infiltrazioni malavitose’ sembra aver dimenticato che qui, in provincia di Frosinone, hanno trovato rifugio boss in fuga del calibro di Carmine Di Girolamo (nella ridente Fiuggi) Mario De Sena (nella suggestiva Posta Fibreno), Carmine Giuliano e Nicola Del Villano, Carmine Morelli, Domenico Buononato (un killer, non un addestratore di cavalli) a Cassino, Sasa’ Lubrano a San Vittore del Lazio. E poi ancora i soggiorni obbligati di Giorgio Marano, Salvatore Nobis, Luigi Venosa detto o’cocchiere (condannato a diversi ergastoli e che camminava per Cassino stringendo tra le mani la custodia di un violino nella quale aveva invece una carabina). Insomma la provincia di Frosinone ha un passato da farsi perdonare, fatto di indifferenza, omertà e complicità. Proprio come Corleone.
Da Anagni a San Vittore siamo stati ‘sommersi’ da rifiuti tossici interrati. Ecco questa forse è una delle cose che ci differenzia da Corleone. In Sicilia non sono stati così stupidi da consentire a un manipolo di criminali di ‘oltraggiare‘ la terra natia, ricca di verde, frutti, prelibatezze. In provincia di Frosinone invece si. Ci sono stati colletti bianchi e politici conniventi e corrotti che, facendo ‘affari d’oro’ con imprenditori del nord, ci hanno regalato la Cemamit di Ferentino (25 operai morti per abestosi, malattia dell’amianto), la Latermusto di San Vittore, Coste Calde ad Arpino, la ex Olivieri a Ceprano, la Valle del Sacco. Tutti omertosi, come i corleonesi. Quindi la tua interpretazione del servizio andato in onda sul TgUno delle venti e riguardante l’assegnazione del convento dell’Auricola è stata giusta, di grande tempismo. Per quando riguarda il ‘prete rosso‘ come tu caro Igor definisci don Ciotti, posso anche dissentire perché capisco di avere idee politiche opposte alla tue. Ti faccio pero’ notare che in questa Provincia, nel recente passato, abbiamo avuto un Dom, di una certa caratura, ecclesiasticamente parlando, che con il suo atteggiamento disinibito, ha consentito che venisse ridicolizzato dalla stampa di tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda alla Guinea passando il Brasile e la Groenlandia, un faro di Cristianità che da millenni illumina e da forza a chi crede. Io credo. E non solo in Dio. Anche nella Giustizia che questa volta ha funzionato. Anche nei nostri giovani che hanno deciso di rompere quel cerchio magico creato da genitori e nonni. Omertà, a Frosinone come a Corleone, è divenuta una parola usata solo da chi si vuol incassare voti e confondere la mente. I nostri ragazzi, grazie alle associazioni e alle cooperative (Exodus, I naviganti, Ethica per citarne alcune), non si perdono in parole. Puntano ai fatti. Come il prete rosso. Angela Nicoletti Per guardare il video (clicca qui).
