Il “Trail in Miniera” è diventato uno degli imperdibili appuntamenti nel calendario delle gare podistiche della provincia di Latina e torna con la sesta edizione nella tradizionale giornata della Festa del Lavoro.
Il percorso di dieci chilometri e cinquecento metri con il 35% di sabbia e 65% di sterrato attraverserà, non senza insidie e salite dall’effetto dunoso che tagliano il fiato e le gambe dei podisti, la suggestiva miniera di sabbia silicea della Sibelco Italia, unica nel suo genere e coinvolgente dal punto di vista emotivo. La competizione è organizzata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica “Podistica Avis Priverno” in sinergia con la Sibelco e oltre a immergersi nelle sabbie dorate della miniera, attraverserà un territorio riqualificato dall’aspetto ambientale, dove fauna e flora autoctona della macchina mediterranea, hanno riconquistato i propri spazi. Lo start sarà dato alle 10 e la Podisitica Avis Priverno predisporrà tre punti rifornimento, al secondo chilometro a metà tracciato e a tre chilometri dal termine per assicurare ai partecipanti di essere idratati e refrigerati durante tutta la gara, resa ispida anche dal caldo. Verranno premiati i primi cinque assoluti al maschile e al femminile e a seguire, in ordine di classifica, i cinque migliori nelle graduatorie specifiche di categorie, oltre alle sei società con maggior numero di atleti al traguardo. Negli anni precedenti atleti di spessore nazionale e internazionale come Alessandro Brancato e Giorgio Calcaterra hanno scritto il loro nome nell’albo d’oro della competizione privernate e sono stati ospiti del cerimoniale di premiazione Angelo Carosi e Marco Olmo. Per un evento che di anno in anno acquisisce prestigio e attestati di stima, con un programma che non si ferma alla gara competitiva: la passeggiata podistica per adulti e Nordic Walking sui sei chilometri, la passeggiata guidata “Baby-Family” di tre chilometri e la visita nell’area di Colle Lubro, sito dell’avvenuto ritrovamento del “Sacello funerario del I/II sec. d.C.” , faranno da corollario al trail. Giorgio Bruni
