Alatri – Omicidio Morganti, letale il colpo contro l’auto? La famiglia denuncia i diffamatori

Andrea Tagliaferri
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Gli ultimi sviluppi del caso Morganti stanno offrendo un panorama molto più complesso di quanto si pensasse inizialmente e che anche i media nazionali, nella loro narrazione “parziale” e, spesso, deviata da preconcetti e notizie non fondate, non avevano colto.

Dal gesto brutale del branco per futili motivi, infatti, si va via via definendo un altro tipo di situazione, legata ad “ambienti malavitosi” che vanno ben al di là dei confini del comune di Alatri. Tra le tante “cose” sospese, forse una delle più importanti è senza dubbio il risultato completo dell’esame autoptico che ancora non è stato reso pubblico, pare neanche al team degli inquirenti. Perché questo dato sarebbe così fondamentale da “ritardare” in qualche modo l’iter investigativo? Il motivo è abbastanza semplice, ma di importanza davvero cruciale: se venisse fuori che a provocare il colpo mortale definitivo per Emanuele sia stato l’urto violento contro la macchina, infatti, la distribuzione delle responsabilità potrebbe cambiare. L’esame esterno e i primi risultati dell’autopsia, infatti, non hanno chiarito se la morte sia sopravvenuta per l’ultimo colpo alla nuca (o i colpi) oppure per l’urto frontale sulla Skoda blu.  Fondamentale, nel frattempo, è il lavoro di confronto tra le varie testimonianze, supportate oggi anche dalle ricostruzioni in 3D della scena fatte grazie ai rilievi dei Ris e dei periti tecnici della Procura. L’apparente lentezza da alcuni sottolineata delle indagini, in realtà, sarebbe solo normale e doverosa cautela dovuta al filtraggio di tante testimonianze per escludere quelle volutamente “devianti”, quelle inutili e confuse e lasciare solo ciò che davvero può aiutare nella ricostruzione dell’accaduto. Nel frattempo, per tutelare l’immagine di Emanuele da attacchi che definire offensivi sarebbe poco, il legale della famiglia, l’avvocato Enrico Pavia, questa mattina ha presentato denuncia contro ignoti alla Polizia Postale di Frosinone, per le pagine social contro Emanuele comparse e poi rimosse grazie alle continue segnalazioni degli internauti. A.T.
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