“In qualità di candidato alle ormai imminenti elezioni comunali di Frosinone – spiega il portavoce città di Frosinone FdI –AN Giuseppe Vittigli – mi preme indicare alcuni degli spunti programmatici che io ed il nostro Movimento porteremo avanti. Mi muoverò nel rispetto del programma politico nazionale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale basando le proposte su un forte recupero della Sovranità Territoriale e Nazionale a difesa della cultura dell’Identità, come senso di appartenenza, orgoglio delle proprie radici, rispetto delle tradizioni culturali, popolari e religiose ed in modo particolare proprio di Sovranità intesa come Partecipazione dei cittadini alla vita pubblica”.
“Una prima proposta che porteremo avanti – dice ancora Vittigli – sarà quella di un modello di “Pianificazione territoriale ed urbanistica partecipata”; credo che sia giusto ed utile offrire ai cittadini di Frosinone la possibilità di esprimere pareri e punti di vista sull’organizzazione e lo sviluppo del territorio in cui vivono, pareri di cui l’Amministrazione dovrà tenerne adeguatamente conto. In questo senso, per pianificazione partecipata possiamo intendere la possibilità per i cittadini, singoli o associati, di pronunciarsi sulle ipotesi di assetto e trasformazione territoriale previste dai piani e programmi urbanistici. La forma privilegiata di partecipazione è quella diretta (in varianti che vanno dal dibattito al laboratorio di progettazione). La ragione risiede nel fatto che l’incontro diretto consente di pervenire più facilmente a soluzioni condivise e originali, cioè non conosciute originariamente dai partecipanti ma frutto della discussione stessa. Pertanto c’è bisogno di un luogo dove i partecipanti possano incontrarsi e discutere, quindi utilizzare strutture temporanee, come scuole o locali comunali presi “in prestito”; come ci sarà bisogno di spazi espositivi: la pianificazione partecipata deve essere infatti adeguatamente preparata con informazioni esaurienti e comprensibili sulle proposte di pianificazione messe a punto dalla Giunta comunale ed occorrerà uno spazio per la “manipolazione progettuale”, ossia uno spazio sarà possibile realizzare un modello tridimensionale dell’area oggetto di partecipazione, anche con materiali poveri o riciclati. Ciò consentirà ai partecipanti una migliore comprensione del territorio e l’espressione di opzioni di intervento, la visione delle scelte proposte dall’Amministrazione e la configurazione di ipotesi alternative. Su questa base, coinvolgendo anche gli studenti, sarà possibile sviluppare metodi di pianificazione partecipata. E’ evidente che la partecipazione avrà bisogno di personale qualificato, figure di coordinamento, che pianifichino tutte le attività necessarie al buon funzionamento e al successo dell’iniziativa. Va detto che tutte le esperienze di partecipazione analizzate dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) mostrano che il contributo della pianificazione partecipata può essere estremamente fruttuoso se riguarda l’ambiente in cui gli abitanti vivono e la loro esperienza quotidiana di cittadini, dunque il rione, il quartiere o la frazione. Sono loro i veri esperti su ciò che funziona e non funziona nell’organizzazione territoriale, sulle risorse presenti e sulle cose da migliorare. E’ chiaro che le procedure di pianificazione partecipata non sono né semplici né di facile applicazione. Esse implicano molti cambiamenti, soprattutto in termini di trasparenza, flessibilità, concretezza, senso di reciprocità e fiducia nelle istituzioni. Esse in effetti contribuiscono alla costruzione di un forte spirito di appartenenza, di identità e di spirito comunitario, per la trasformazione e lo sviluppo di un’area, in termini di responsabilità e cooperazione. In questa prospettiva, la partecipazione potrebbe fungere da volano di un processo più complessivo di rilancio del territorio, fornendo l’energia necessaria ad innescarlo. A tal fine, proponiamo l’attivazione, ovunque possibile, di strutture denominate “Casa della città” o “Casa del quartiere”, con la precipua funzione di promuovere e gestire la pianificazione partecipata. I punti fondamentali che dovrebbero riguardare la nuova pianificazione urbanistica di Frosinone sono il Territorio, l’Economia, i Servizi e la Collettività. TERRITORIO: Pianificare la ristrutturazione energetica degli edifici pubblici attraverso un Piano Energetico della città che preveda l’efficientamento degli immobili; riqualificare il centro storico; recuperare le aree dismesse, come ad es. l’ex Dispensario antitubercolare di V.le Napoli; garantire più attenzione all’ambiente e valorizzare le zone a ridosso del Fiume Cosa (Parco Fluviale); garantire un costante controllo sulla qualità dell’aria e del suolo; ridiscutere e ridefinire la viabilità della città anche con nuovi parcheggi di interscambio; potenziare e incentivare l’offerta del Trasporto Pubblico Locale. ECONOMIA: Favorire l’artigianato e la piccola industria a basso impatto ambientale, di alta qualità produttiva e con elevato contenuto tecnologico; promuovere la nascita di un polo qualificato di artigianato di servizio; favorire la nascita di servizi accessori all’industria. SERVIZI: Realizzare percorsi che favoriscano la “mobilità leggera” interna alla città. Sostenere il miglioramento continuo dei livelli di raccolta differenziata e di riduzione dei rifiuti. Completare la realizzazione di strutture scolastiche rispondenti alle necessità future. Potenziare l’offerta di servizi extra-scolastici convenzionati. Realizzare nuovi impianti per le principali realtà sportive. COLLETTIVITÀ: Garantire la presenza di luoghi di aggregazione presso i quali consentire ai giovani di proporre iniziative ed autogestirsi, seguiti dagli educatori. Rilanciare la riqualificazione degli edifici storici in un’ottica di cooperazione tra enti e organizzazioni. Incentivare la forma di mantenimento degli anziani il più a lungo possibile al loro domicilio assicurandone, al contempo, i migliori livelli di qualità della vita. Rafforzare e strutturare il “Coordinamento delle Associazioni” come luogo di scambio e condivisione delle iniziative della Comunità. Costruire una rete di rapporti tra cittadini e associazioni, nell’ottica di collaborare per una crescita ed una consapevolezza dell’essere Comunità. E’ mio convincimento che attraverso la Partecipazione, l’Aggregazione e lo Spirito Comunitario si può riacquistare la Sovranità, quella Sovranità che abbiamo perso in ogni campo”.
