(di Irene Mizzoni) Non un caso ma una vendetta. Perchè sulla testa di Emanuele, da dicembre, sarebbe ricaduta una sorta “spedizione punitiva a orologeria”. La sua colpa, quella di aver soccorso qualche mese fa una ragazza mentre veniva malmenata da un giovane ora in carcere e – è un fatto da considerare – amico di Mario Castagnacci e Paolo Palmisani. In sostanza, in base a “la legge della vendetta”, prima o poi Emanuele l’avrebbe pagata per quell’intromissione poco accorta. Ieri sera e per la prima volta la sorella e la mamma di Emanuele Morganti hanno parlato pubblicamente di quella maledetta notte, ricostruendo le fasi e soprattutto il movente.
Sì, perchè loro non credono affatto al caso, al destino crudele che avrebbe fatto trovare Emanuele al posto sbagliato al momento sbagliato. Piuttosto all’origine della tragedia ci sarebbe proprio la vendetta, messa in atto con cognizione. Questo è quello che credono i familiari di Emanuele. Questo è quello che ha raccontato la sorella Melissa a Giulio Golia, inviato de Le Iene. Ventidue minuti di servizio per gridare giustizia per Emanuele. “E’ una promessa – ha detto Melissa – Dovesse essere l’ultima cosa che faccio, otterremo Giustizia“. “Voglio che i responsabili vivano a lungo – ha detto ancora Melissa – Che vadano in carcere ma che vivano a lungo affinché nelle loro teste sentano l’orrore di quanto commesso”. Melissa e il miglior amico di Emanuele hanno raccontato a Giulio Golia il dramma, l’orrore che hanno vissuto e che vivono. La loro vita è stravolta: “Io non ho più paura di morire – ha detto Melissa – perchè ora so che lì su mi aspetta Emanuele. Lui è il mio cuore”. Melissa Morganti è una donna molto, molto forte che nonostante il dolore atroce, non ha perso la ragione, tutt’altro. Lo ha fatto capire benissimo: lei – come ha fatto Ilaria Cucchi – è pronta a battagliare e non mollerà mai, perchè per suo fratello vuole e pretende Giustizia. IreMiz Per vedere l’intervista integrale de “Le Iene” (Mediaset): clicca QUI.
