(di Alessandro Andrelli) Venerdì scorso (31 marzo), l’assessore Gemmiti, con comunicato ufficiale, annuncia alla città di Sora disservizi alla Biblioteca Comunale ed all’Archivio storico. Parla di un riordino funzionale, logistico e gestionale dell’intera struttura, che consentirà una più efficiente ed organizzata offerta culturale all’intera cittadinanza. Peccato che le parole ufficiali si discostino completamente dalla realtà dei fatti e che tutte le voci in città diano completamente una versione diversa. Pensando forse di incarnare il Re Mida, celebre per il suo proverbiale tocco d’oro con cui trasformava in metallo prezioso qualsiasi altra cosa, Gemmiti, attraverso tale comunicato, vuole riuscire a far apparire ciò che davvero non è.
Il solito gioco politico, troppo spesso utilizzato dagli esponenti dell’amministrazione De Donatis, oramai ha perso ogni credibilità. I rappresentanti di governo, sindaco in primis, “si divertirebbero” ad incarnare, sia sulla stampa che nei colloqui ad personam, il ruolo di chi stia sempre apportando un miglioramento (peccato che invece ci sia distruzione in ogni settore!) o, nei casi estremi, di chi non abbia colpa per le decisioni prese, perché niente si è potuto fare o nulla si è saputo in proposito. Parole sempre uguali, sentite e risentite milioni di volte. Parole che ormai fanno soltanto ridere. Così in linea con l’operato consueto di questo gruppo di governo, Gemmiti descrive un film che non esiste, mentre cittadini ed utenti della Biblioteca descrivono una realtà completamente diversa. Sembrerebbe davvero sotto gli occhi di tutti che l’insediamento dell’amministrazione De Donatis abbia causato il lento ma inesorabile declino di tutti i servizi culturali permanenti della città di Sora. Il Museo civico, fucina di laboratori di archeologia, di attività di promozione del patrimonio storico, di convegni con illustri relatori, di attività didattiche con gli studenti delle scuole e non solo di Sora, è privo dell’imprescindibile figura del Direttore scientifico e, pertanto, è diventato una splendida cattedrale nel deserto dell’oblio ed addirittura inizia a perdere preziosi reperti. L’Archivio Del Favero-Valente resta ancora non fruibile agli appassionati, nonostante il professor Antonio Mantova sia da tempo in possesso del materiale appartenente allo scenografo ed architetto sorano e che la Soprintendenza archivistica del Lazio si è dichiarata disponibile a far ospitare a Sora ulteriori preziosi oggetti. L’Archivio storico comunale, depositario della storia della città di Sora, ad oggi resta ancora un tabu’ per studiosi, docenti universitari, ricercatori e cultori di storia locale, in quanto le sale non sono state aperte al pubblico. La Biblioteca comunale, con circa 22.000 volumi, ha quasi interrotto del tutto le attività di prestito librario, di presentazione di libri, di incontri con l’autore, di cicli di letture animate per bambini e ragazzi, di mostre bibliografiche a tema. Le sale destinate all’utenza, nonostante le innumerevoli petizioni, sono ancora prive della connessione wi-fi mentre il front-office della Biblioteca, così come tutti gli uffici amministrativi comunali ospitati nel fabbricato, sono ormai da mesi privi di una linea telefonica attiva. L’ascensore rimane per lunghi periodi bloccato con grave disagio per tutti e la sala conferenze “V. Simoncelli” è ormai priva delle più elementari attrezzature, indispensabili per renderla funzionale. Ma l’accanimento terapeutico non finisce di certo qui, perché al peggio non c’è mai fine. Dal 1 al 15 Aprile 2017: riduzione drastica degli orari di apertura della Biblioteca e dello Sportello delle politiche giovanili (compresa la sala informatica), totale chiusura dell’Archivio storico comunale, apertura ai ragazzi delle sale studio solo per due pomeriggi a settimana e chiusura del sabato di tutti i servizi. Dulcis in fundo… 10 operatori, che per anni hanno lavorato con abnegazione, sacrificio, professionalità dedizione e passione, mandati a casa. La Biblioteca comunale, con i servizi annessi, fiore all’occhiello della città di Sora, ferita ed umiliata, è stata spazzata via in un attimo. Uno dei baluardi comunali, orgoglio di qualsiasi Amministrazione, a prescindere dal colore politico, è stato cancellato in un batter d’ali. La salvaguardia dei posti di lavoro è stata completamente messa da parte, prima con una drastica riduzione dell’orario di lavoro degli operatori della Biblioteca, poi con la notifica delle lettere di prelicenziamento ed infine con un amaro e terribile epilogo: tutti a casa!!! La promessa… “per un periodo più o meno breve”. La realtà (senza se e senza ma)… “tutti gli operatori a casa!” Niente c’è da riorganizzare e niente c’è da riordinare. Per evitare tutto ciò, sarebbe bastato che gli amministratori (proprio quelli che erano pronti già durante la campagna elettorale), a tempo debito, avessero dato l’indirizzo politico per adottare le necessarie procedure. Sarebbe bastato pochissimo per una Amministrazione competente ed oggi non ci sarebbero stati questi danni per la città, per i ragazzi che ogni giorno frequentano la Biblioteca comunale, per la gente abituata a ben altre iniziative. Invece niente di niente! I cittadini dicono che la motivazione di questo fallimento, sotto gli occhi di tutti, è da attribuire, solo ed esclusivamente, alla totale incapacità politica che l’amministrazione De Donatis manifesta in ogni campo ed in ogni circostanza. Scandaloso, poi, secondo le voci, il comportamento di Gemmiti, l’assessore con delega specifica. Il maestro è riuscito in circa otto mesi di assessorato a centrare un obiettivo che mai nessun altro era riuscito a conseguire: distruggere quanto è stato costruito in tanti anni di impegno e sforzi economici! Le voci dicono che la sua gestione, miope ed opaca, sia caratterizzata esclusivamente dalla cupidigia di apparire e di arrivare alla resa dei conti… sbagliati però sempre da lui! Dopo tanti flop ed insuccessi, la gente si augura che la sua parentesi possa dirsi finalmente conclusa e che abbia almeno adesso un sussulto di dignità rimettendo il suo incarico. “Assessore Gemmiti dimettiti… la città te ne sarà eternamente grata!!!” E avendo perso anche il “Palazzo della Cultura” con le sue iniziative e la sua ordinarietà, Sora giace in ginocchio, ha la testa china e continua terribilmente a soffrire. Alessandro Andrelli
