Cassino – Raccolta differenziata e polemiche: a rischio 500 mila euro di finanziamenti

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“Sulla raccolta differenziata siamo passati dalla raccolta differenziata dei fatti a quella delle chiacchiere. Anzi più che passati siamo tornati indietro di dieci anni.Un giorno viene annunciata l’avvio della rivoluzione con la consegna del nuovo appalto, che è stata costruita faticosamente dalla precedente amministrazione con la progettazione del nuovo servizio, e l’altro si attacca la vecchia amministrazione che nello stesso tempo è la causa dell’aumento dei costi presunti”. Così l’ex assessore all’ambiente Riccardo Consales.

“Pensavo – aggiunge – che a quasi un anno dall’insediamento della nuova amministrazione si potesse finalmente partire con una nuova stagione di confronto su questo importante servizio ma dopo quello che è successo l’altro giorno in consiglio comunale, purtroppo devo constatare che invece di alzare il livello di confronto si è scelto di tornare indietro. In questi anni lo dico a malincuore si è scelta la strada della critica di basso livello politico. E’ partita una gara a chi fotografava il carrellato o il secchione più maleodorante, addirittura facendo durante la campagna elettorale i manifesti 6×3 con le gigantografie degli orrori della raccolta differenziata, per raccattare qualche voto in più per il posto prestigioso di consigliere comunale. Ma ancora oggi non ho capito quale fosse il modello alternativo. Lo stesso presidente Di Mascio – attacca l’ex assessore – (uno dei più attivi fotografi della postazione di raccolta differenziata che sta sotto il tribunale …. Che ancora si trova lì) continua ancora oggi a parlare di modello sbagliato ma non ha mai proposto o fatto adottare in questo quasi primo anno di governo della città, miglioramenti e modelli alternativi. E il nostro modello cosiddetto Capannori è lo stesso che praticano tutti i comuni della provincia di Frosinone che fanno la raccolta differenziata e persino il comune di Frosinone che ha da poco aggiudicato il nuovo servizio porta a porta. Per inciso il comune capoluogo non è riuscito in 5 anni ad estendere il servizio in tutta la città eppure non c’è stato un confronto politico così scadente  come nella nostra città. Anzi il fallimento della governance della gestione del ciclo dei rifiuti nel comune capoluogo non sembra per nulla scalfire l’operato del primo cittadino. Non accetto nemmeno le critiche strumentali che sono state sollevate sui ritardi del nuovo bando e sulle proroghe intercorse fino alla firma del nuovo contratto. Seppure encomiabile il lavoro dei settori tecnici, è ancora più evidente la carenza di organico che purtroppo è presente in questi uffici. Purtroppo tutto avviene ad una velocità ridotta. Basti pensare che si è passati dall’aggiudicazione definitiva del nuovo servizio del 2 marzo 2016 (amministrazione Petrarcone) alla firma del nuovo contratto in data 31 ottobre 2016 e solo al 1 marzo di quest’anno con la consegna dell’appalto, questi ultimi due atti avvenuti con l’amministrazione D’Alessandro. I tempi come è bene evidente sono gli stessi. Altra conferma l’abbiamo avuta nel mese scorso con la proroga del servizio delle strisce blu e con il nuovo bando ancora non pubblicato. Era talmente facile far partire la raccolta differenziata a Cassino che non sono bastate tre amministrazioni di centrodestra per far partire anche gradualmente questo importante servizio. La notizia positiva è l’avvio del nuovo servizio che comunque contiene molte migliorie. Volevo ricordare che tra le innovazioni introdotte c’è la costruzione di una nuova isola ecologica informatizzata e un nuovo centro di conferimento collettivo che oggi è posizionato nei pressi del capannone della manutenzione. L’avvio del sistema a tariffazione puntuale che premierà i cittadini più virtuosi e l’implementazione dei servizi di spazzamento e raccolta dell’umido, e l’acquisto di nuovi carrellati. Oltre ai servizi migliorativi proposti dalla società in sede di gara tra cui ricordiamo la costruzione di un impianto di compostaggio di comunità. Il tassello più importante è però la nuova campagna di comunicazione che avrà l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e i bambini nelle scuole. A fronte di questo aumento dei servizi, se da una parte è aumentato il costo mensile (316.800 euro mensili con il nuovo servizio), va ricordato che questo non è così diverso rispetto al canone che pagavamo nei primi tre anni dell’avvio della raccolta differenziata (312.000 euro al mese con l’avvio della raccolta differenziata) . La vecchia giunta era talmente sottomessa alla società De Vizia che nel periodo di proroga avevamo ridotto il canone a 265.000 euro circa di canone mensile con un risparmio notevole per i cittadini. Sull’aumento dei costi sono curioso di capire quanto ha influito il costo relativo allo smaltimento dei rifiuti che comunque incide sulla spesa annua della gestione dei rifiuti. Da giugno 2016 non sono più attivi gli ispettori ambientali e dallo stesso mese sarebbe previsto un rimborso spese grazie al contributo provinciale che avevamo ottenuto lo scorso anno, così come non sono evidenti i controlli da parte della polizia municipale. Questi fattori potrebbero aver influito sui costi allo smaltimento dei rifiuti. Basterebbe poi attivare i due progetti che avevamo faticosamente conquistato negli scorsi anni che complessivamente ammontano a circa 500.000 euro. Questa amministrazione che tanto si vanta di vincere bandi per la nostra città non riesce a far partire le tante azioni che avevamo messo in campo con il finanziamento regionale Cassino Riusa e quello provinciale Cassino Zero rifiuti. Addirittura il primo, con il quale abbiamo fatto partire la casa dell’acqua al quartiere Colosseo, è chiuso nel cassetto con tutto il finanziamento già erogato nelle casse comunali dallo scorso marzo 2016. Con cassino zero rifiuti c’è la possibilità di migliorare la raccolta del mercato del sabato; c’è la possibilità di incentivare i cittadini più virtuosi grazie all’acquisto di una bilancia con le schede magnetiche da dare ai cittadini e c’è la copertura finanziaria di circa 50.000 euro per premiare i cittadini più virtuosi. Inoltre si poteva far partire il centro del riuso e assumere 3 persone per attivare questa importante servizio con l’obiettivo di ridurre i rifiuti da mandare in discarica. Basterebbe – conclude – tanta umiltà e buona volontà anche per far partire l’altro progetto bloccato da maggio 2016 ottenuto dal ministero dell’ambiente sulla sperimentazione delle biciclette elettriche ducati. Dopo i selfie di rito fatti a luglio, sono ancora ferme e abbandonate le 20 biciclette che potrebbero essere utilizzate dagli studenti presso il campus universitario. Soprattutto in questi mesi in cui si è parlato di inquinamento atmosferico, questo progetto è un passo concreto per migliorare la qualità dell’aria. L’invito che faccio è di non far tornare indietro la città, visto che, dopo tante critiche degli anni scorsi, comunque qualche giorno fa si è parlato di rivoluzione per un servizio importante per l’ambiente e in prospettiva anche premiante per i cittadini più virtuosi”.
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