Alatri – Omicidio Morganti: il silenzio e negazione dei due fratellastri aumenta la tensione

Alessandro Andrelli
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Chi si aspettava un’ammissione o una confessione che potesse fare subito giustizia dagli interrogati dei due fratellastri di Alatri accusati dell’omicidio del ventenne di Tecchiena, Emanuele Morganti, è rimasto deluso. Chi conosce bene l’ambiente prettamente legali, processuali e le strategie difensive non avrà certamente gridato allo scandalo. La morte così violenta di un giovane, le modalità così atroci e soprattutto le tante testimonianze verbali raccolte dagli inquirenti nei giorni immediatamente successi alla morte di Emanuele, non sono sufficienti, al momento, per fare giustizia.

Occorreranno prove, ma occorreranno prove certe; occorrerà di certo avere calma, pazienza e lucidità, soprattutto da parte di chi sta soffrendo da giorni, per questo tragico evento e forse pensa che la giustizia possa essere fatta in altro modo, al di là dei canali processuali. Occorreranno altre testimonianze, magari da parte di chi per paura al momento non ha ancora voluto dire la sua, fornire eventuale materiale audio, fotografico e video. Dopo il quasi totale silenzio e la minimale negazione di Paolo Palmisani (19 anni) e Mario Castagnacci (26 anni), il giudice per le indagini preliminari ha quindi convalidato i fermi e disposto per i due ciociari la misura della custodia cautelare in carcere, trasmettendo poi gli atti per competenza al Tribunale di Frosinone, che dovrebbe ora disporre un nuovo interrogatorio da parte del Gip di Frosinone La tensione, però, anche nella giornata odierna non è mancata, soprattutto sui social, dove in tanti si sono scagliati contro i due accusati, una volta saputo che non avevano ammesso alcuna colpa, o avevano scelto di non parlare. Gli inquirenti continuano le indagini, così come la città di Alatri continua ad essere costantemente monitorata (da domani il via all’isola pedonale dalle ore 20 in quasi tutto il centro storico). Anche domani (sabato), giorno dei funerali di Emanuele (ore 15) parrocchia Del Castello a Tecchiena, sarà un giorno molto intenso, forse ancora più teso e drammatico, se possibile, dei precedenti. Emanuele tornerà nella sua città, e purtroppo non lo farà da vivo. La sua salma, oggi, è stata vegliata da centinaia di amici e parenti, che si sono ritrovati a Roma  dove è stata allestita la camera ardente. E domani in migliaia pregheranno e piangeranno per lui. Alessandro Andrelli
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