ULTIM’ORA Alatri – Omicidio Morganti, De Falco: “Sette indagati, due fratelli fermati a Roma”

Alessandro Andrelli
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Si è appena conclusa la conferenza stampa tenuta dal Procuratore della Repubblica De Falco unitamente ai Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone. Le indagini, va ricordato, sono in corso. Dunque, molto va ancora ricostruito, verificato, accertato. Il Procuratore ha quindi dato notizia circa i primi risultati ottenuti. Ecco alcuni passaggi della conferenza stampa. Seguirà a breve sul nostro sito, il video integrale.

“I due sono riconducibili a frange delinquenziali note, adite soprattutto ad attività di traffico di stupefacenti“, queste le parole del Procuratore. “I due fermati sono due fratelli, accusati di omicidio volontario per futili motivi“. “Non si sono consegnati, sono stati presi a Roma dove in quel momento si trovavano, a casa di una parente nella zona est della Capitale”. “Si tratta di due persone già note alle forze dell’ordine”. “La convalida spetta all’autorità giudiziaria che ha fermato i due uomini a Roma”. “Si tratta di una indagine difficoltosa, sono state ascoltate numerossime persone. Per quanto riguarda l’aiuto investigativo delle telecamere, non è come è stato riportato”. Le dichiarazioni dei testimoni non sono state sempre univoche e attendibili, almeno per quanto riguarda la parte finale, vale a dire i colpi che hanno portato al decesso”.  “Gli indagati attualmente sono sette, compresi i due fermati“.  “Oltre alle dichiarazioni, non posso dirvi altro. Le indagini sono ancora in corso sotto numerosi profili“. “Gli arrestati non sono intervenuti solo nella fase finale. L’indagine analizzerà i singoli comportamenti di ognuno”.  Non è escluso, ha detto ancora il Procuratore che, “nell’ambito territoriale circoscritto si è voluto ribadire la propria egemonia. La vittima non era assolutamente inserita in questo giro. Si è trattato di un ragazzo per bene che purtroppo si è trovato nel posto sbagliato“. “I due fermati sono giovani. Sugli altri manteniamo il massimo riserbo. La condotta dei buttafuori è sottoposta ad indagine. Il ragazzo è stato aggredito per una bevanda presa al bancone”. Rispondendo alle domande dei giornalisti presenti il Procuratore ha inteso lanciare un appello: ” In alcune delle persone ascoltate c’è stata una certa reticenza. In altre c’è stata incongruenza in quanto dichiarato. Qualche scarsa chiarezza può essere comprensibile. Una sollecitazione a chi può essere in grado di dare elementi chiari è opportuno“. “L’evento non è collegato con i titolari del locale, che nulla hanno a che vedere con quanto successo. L’idoneità di locali di questo tipo ad accogliere troppi clienti è un’altra tipologia di responsabilità. Le indagini devono verificare la condotta anche di altre persone. Gli amici di Emanuele hanno cercato di aiutarlo e sono stati molto utili“. “A me non risulta che ci siano stati delle aggressioni a carattere di vendetta. Qualora mi risultasse sarebbero oggetto di reato”. “L’equivoco che si sia trattato di un’aggressione di albanesi contro un italiano è sbagliato. C’erano albanesi nel locale e il loro ruolo nell’aggressione è sotto indagine. Non si è trattato però di un’aggressione da parte di albanesi nei confronti del ragazzo”. “I due erano fuori dal locale quando hanno picchiato Emanuele. Se fossero stati nel locale o meno è oggetto di indagine. Il locale è molto piccolo”. “Che si sia trattato di un’azione premeditata o meno è oggetto di indagine, anche con l’ausilio di alcune foto scattate all’interno del locale“. “Se chi ha discusso e iniziato a litigare con Emanuele fosse amico dei due arrestati è motivo di indagine”.  “Uno dei due arrestati ha precedenti. Sono entrambi profili delinquenziali riconducibili allo spaccio di droga”. La Redazione
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