Alatri – Omicidio Morganti, Emanuele tentò di scappare

Irene Mizzoni
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Ecco la nota stampa diramata dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone al termine della conferenza stampa odierna sull’omicidio del 20enne Emanuele Morganti.

Nel corso della notte di oggi 28.03.2017, i militari del NORM Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Alatri unitamente a quelli della locale Stazione e collaborati dall’Arma di Roma Trastevere, a parziale conclusione di serrate ed ininterrotte indagini intraprese a seguito della rissa verificatasi in Alatri la notte di venerdì 24 nella quale è stato brutalmente picchiato il giovane 20enne Emanuele Morganti che, per le gravissime lesioni, è deceduto domenica presso il Policlinico Umberto I° di Roma, hanno proceduto a Roma, al fermo per omicidio di un 27enne ed un 24enne di Alatri nonché alla denuncia in stato di libertà per rissa e lesione. Le indagini condotte dai militari operanti e coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone Dottor  V. MISITI hanno permesso di ricostruire con meticolosità i fatti che hanno portato alla morte del giovane operaio alatrense. I militari, attraverso informazioni testimoniali raccolte, hanno accertato che la sera di venerdì all’interno di un disco-pub sito nel centro della città ernica, dove era in corso anche una festa privata, per futili motivi è nata una lite tra Emanuele Morganti che era in compagnia della sua fidanzata ed un altro giovane. Qui è stato percosso da altri giovani nel frattempo aggiuntisi al gruppo, in corso di identificazione. Il ragazzo, in questo frangente, è riuscito in un primo momento a divincolarsi, ma purtroppo è stato nuovamente raggiunto dagli aggressori e colpito violentemente al capo, rimanendo esanime in terra sino all’arrivo dei soccorsi che lo hanno condotto dapprima presso l’Ospedale di Alatri e poi al policlinico Umberto I dove è deceduto il giorno successivo. I fermati sono stati raggiunti dai Carabinieri presso un’ abitazione in Roma dove si erano rifugiati dopo i fatti. Gli stessi, al termine degli atti di rito sono stati tradotti presso il carcere di Roma Regina Coeli a disposizione dell’A.G. procedente. Le indagini proseguono per delineare ancora alcuni contorni degli eventi accaduti e ulteriori responsabili, e altresì verificare, dall’esame della documentazione acquisita, se il locale sia in possesso di tutti i requisiti previsti dalle vigenti normative.
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