Cassino – Rimozione cancello Albaneta, con il Tar vince Petrarcone

Francesca Merolle
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Sulla vicenda inerente il cancello posto a chiusura dell’antica e pubblica strada dell’Albaneta aveva ragione l’ex sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, difeso dall’avvocato Manlio Formica.

Il tribunale regionale del Lazio, il Tar di Latina per intenderci, ha rigettato il ricorso presentato dell’Abbazia di Montecassino e da Daniele Miri che, dal monastero, ha avuto in affitto l’intera area di immenso valore storico. Un contratto regolarmente stipulato nell’ottobre del 2015 ma che di certo non prendeva la chiusa al pubblico dell’antico tratturo. Invece l’affittuario ed il monastero, assistiti dall’avvocato del Foro di Roma, Nino Paoloantonio, non solo avevano posizionato un cancello a metà percorso ma pretendevano anche il pagamento del pedaggio da parte dei turisti e degli appassionati di trekking che di sovente frequentano l’Albaneta. Un atteggiamento che aveva profondamente scosso l’intera comunità ed indispettito l’allora sindaco che con un’ordinanza aveva fatto rimuovere il cancello. Il monastero e l’imprenditore Miri avevano quindi presentato ricorso al Tar. Il giudice estensore della sentenza Antonio Massimo Marra ed il presidente del tribunale regionale Carlo Taglienti hanno così motivato la decisione replicando alle tre motivazioni avanzate dai ricorrenti: “il primo mezzo è infondato, dal momento che, proprio applicando correttamente la normativa del codice della strada invocata dal ricorrente, l’ordinanza di rimozione del cancello deve ritenersi immune da censure, stante la natura non privata sulla quale insisteva il cancello in ferro. Parimenti infondato è anche il secondo mezzo, poiché, come già si è avuto modo di rilevare, l’ordinanza impugnata è volta essenzialmente alla rimozione del cancello, insistente su area non privata. Analogamente deve respingersi il terzo motivo, tenuto conto che esso appare fuori testo in relazione al tenore dell’ordinanza. Per le sue esposte ragioni il ricorso deve essere respinto”. Una querelle che aveva diviso la città in pro e contro. “Non posso essere che soddisfatto della decisione del Tar – ha spiegato Petrarcone – perché gli interessi del cittadino devono sempre avere la priorità. La vicenda dell’Albaneta è stata una pagina nera che spero venga chiusa del tutto. In quei luoghi sacri tutti abbiamo perso qualcuno o qualcosa settantatre anni fa. E quando dico tutti parlo della gente di Cassino e dei valori eroi cne hanno dato la vita per la liberazione della nostra città e del monastero. Chi non ha vissuto la nostra storia non potrà mai capire il valore affettivo dell’Albaneta”. @nicoletti
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