(di Alessandro Andrelli) Nove mesi… necessari per portare a termine una gravidanza, ma sufficienti all’amministrazione De Donatis per distruggere ciò che con tanto impegno ed abnegazione è stato creato. Sora è in grande difficoltà, completamente inerte di fronte ad una classe politica incapace di gestire ed organizzare la città.
Il “cambiamento”, tanto promesso e tanto decantato in campagna elettorale, è davvero sotto gli occhi di tutti, peccato che sia un “cambiamento” negativo! “Ahooo…povera Sora e poveri noi! Come siamo caduti in basso con questa amministrazione…” diceva ieri mattina un signore mentre riportava ad alcuni amici la durissima lettera scritta a De Donatis dai genitori dei ragazzi della ASD Sora Calcio, risentiti per il comportamento scorretto tenuto dal Sindaco, dall’assessore Lucarelli e dal consigliere Farina in merito al torneo calcistico Lazio Cup (clicca qui). Eccezione fatta per i tanto rimbombanti quanto vuoti articoli, scritti o fatti scrivere giornalmente dalla maggioranza in numero copioso e costante, tutto giace e tace. Dopo ben nove mesi di totale inerzia politica ed amministrativa, la macchina comunale si mostra pressoché paralizzata. Le voci in città dicono che i dipendenti comunali sono allo sbando senza alcuna guida, i cittadini vengono smistati e rimbalzati da un ufficio all’altro senza ricevere risposte e, dulcis in fundo, gli amministratori si improvviserebbero addirittura dirigenti comunali. Sembrerebbe, infatti, che sono proprio gli amministratori, oramai autoproclamatosi “neo dirigenti”, a dettare i criteri per le gare d’appalto, a fare riunioni con personale interno all’ente e con personale dipendente da cooperative e ditte esterne, a rilevare le presenze e le assenze dei dipendenti comunali. In pratica, si sarebbe perso di vista uno dei cardini dello svolgimento delle attività di un Comune e cioè i poteri di indirizzo e controllo politico-amministrativo spettano agli organi di governo, mentre la gestione amministrativa, finanziaria e tecnica compete in via esclusiva ai dirigenti. Ma perché sta accadendo ciò? Perché tutta questa confusione? Molto probabilmente la motivazione sta nel fatto che, nel confondere competenze e procedimenti, si cerca di creare caos per rendere possibile cose che in altri contesti non sarebbero mai potuti avvenire. Vengono, così, giustificati ed addirittura acclamati comportamenti, decisioni e procedimenti scorretti. Diventano, così, immediatamente degni di plauso segnali stradali non a norma legati con un fil di ferro ad un guard rail o ad un palo della luce. Diventa, così, non rilevante vedere macchine parcheggiate sui ponti o in divieto di sosta. Diventa normale vedere la natura che sopperisce alla mancata azione dell’amministrazione comunale riempiendo di fiori di campo spontanei rotatorie e spartitraffico, lasciati totalmente abbandonati ed incolti. Non si fa più caso a procedimenti svolti in modo sbagliato o a documenti errati rilasciati ai cittadini. Diventa giustificabile pubblicare sul giornale un articolo di auto-plauso per aver sostituito solo alcuni chiusini rotti come se mai fossero stati sostituiti chiusini a Sora. Diventa addirittura normale e giustificabile, anzi quasi preferibile, la totale inattività ed inerzia perché se niente si fa, niente si sbaglia. Nel tingere tutto di nebbia e di “grigio”, ci si guadagna sempre e si nasconde la preoccupante ed acclarata incapacità politica a governare, a trovare soluzioni ed a redigere progetti concreti finalizzati alla rinascita culturale, sociale ed urbanistica. Rinascita tanto decantata in campagna elettorale. In questo clima di totale confusione, si confondono i profili, si annullano le certezze, si perdono le logiche. Tutto diventa giustificabile. Tutto diventa plausibile. Anche il fatto che qualche amministratore, forse stanco di correre qua e là a montare palchi, sedie e casette, si fa aiutare da chi, in altri tempi, ha svolto un ruolo similare, ovviamente con altri risultati, ed ha assestato e assesta randellate all’attuale Sindaco, con non poco “imbarazzo” di qualche componente della maggioranza. Così è: il fine giustifica i mezzi! E mentre Sora resta senza parole di fronte a tre tipi strani che ancora continuano a parlare senza cognizione di causa e senza conoscenza, non consapevoli di ciò che dicono, sarebbe il caso che il Sindaco facesse un serio tagliando al suo “cerchio magico” e riflettesse seriamente: altri 4 anni di nulla sarebbero veramente troppi per questa città che, pur avendo oramai imparato a soffrire, proprio non potrebbe farcela. Alessandro Andrelli
