Impianti a biomasse, sì o no? E’ un sonoro no! La maggior parte dei Comuni risponde decisa di fronte a tale clamoroso fenomeno, mentre ad Alvito, dopo l’interrogazione presentata giorni fa dal gruppo di Opposizione Alvito Bello, il sindaco Duilio Martini rimane in silenzio.
Pare infatti che, prima di prendere una decisione, stia acquisendo i dati necessari dallo Sportello unico delle Attività Produttive. Al contrario, il primo cittadino di San Donato Enrico Pittiglio, ha esplicitamente espresso contrarietà e preoccupazione. “Non possiamo consentire di rovinare un’identità e un’idea di Valle di Comino costruita negli ultimi anni, non senza fatica e poi avallare operazioni speculative dannose ed inquinanti per il nostro territorio – sottolinea il sindaco Enrico Pittiglio – Pensiamo alla Dop e alla Doc, all’eventuale distretto del Bio, all’adesione al progetto Moby Dick promosso dal Gal per la mobilità elettrica, allo sviluppo del turismo e della montagna, oltre che dei prodotti tipici. Tutto ciò porta ad un comune denominatore: la salvaguardia della qualità dell’aria e dell’ambiente sul nostro territorio. Costruire centrali a biomasse, forse anche a fini speculativi, vuol dire colpire al cuore la nostra Valle, già martoriata e a questo non possiamo che gridare con forza la nostra contrarietà. Abbiamo la possibilità di sfruttare fonti alternative meno impattanti ed inquinanti. Questa dovrebbe essere la strada da seguire. E parlare di centrali a biomasse, in un momento in cui anche la Regione Lazio, in particolare l’assessore Buschini, si stanno battendo per la tutela della qualità dell’aria, attraverso interventi importanti”. A dire no è anche Luigi Vacana, presidente del Consiglio provinciale con delega alla promozione del territorio. “Tutelare la Valle di Comino dalle speculazioni delle centrali a biomasse deve essere imperativo – sottolinea Vacana – Si tratta sicuramente di un incremento dettato dagli incentivi di cui godono gli impianti adatti a produrre energia termica e energia elettrica. Per la Valle di Comino si è parlato, nello specifico, della biomassa legnosa. E cos’è? Se da una parte c’è chi sostiene la bontà di questi impianti, con il controllo delle emissioni, dall’altra parte ci sono i sostenitori della teoria che, ogni processo di combustione implica l’emissione di Cov (composti organici volatili), di diossine e metalli pesanti che rappresentano la fonte di maggiori pericoli per esseri viventi che rischiano anche forme tumorali. E’ dunque una speculazione a danno del territorio, dove di sostenibile c’è davvero una cosa vera e rilevante: le ragioni dei cittadini e di tutte le istituzioni che oggi si stanno opponendo”. Caterina Paglia
