MSGC – Evasione fiscale, sotto processo per uno zero: assolta

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A causa di un errore dell’ufficio postale una signora è finita sotto processo per evasione fiscale. Invece di 7.600 euro l’impiegato le aveva accreditato sul suo contro 780.000 euro. Ieri dopo undici anni la fine di un incubo: la signora è stata assolta con formula piena.

Quando una parente le aveva regalato 7.600  euro non stava in sé dalla gioia. Non sapeva che quel denaro le avrebbe rovinato l’esistenza per ben 11 anni. Lei, una casalinga di 38 anni residente a Monte San Giovanni Campano, era andata subito a versare quei soldi alla posta. Ma all’interno dell’ufficio postale si era accorta che l’impiegato, invece di registrare sul conto 7.600 euro gliene aveva accreditati ben 760.000. La signora aveva subito fatto notare l’errore al dipendente il quale  almeno così sembrava, aveva provveduto a cancellare quella  somma. Nel 2012 però l’Agenzia delle Entrate le aveva inviato una notifica dicendole che nella sua dichiarazione dei redditi avrebbe omesso di dichiarare 760.000 euro. Lei una onesta casalinga a causa di quell’errore dell’ufficio postale era diventata per la legge un  evasore fiscale. Ma c’è di più: a causa dell’Irpef evasa, Equitalia le aveva inviato una cartella esattoriale di 158.200 euro. A nulla erano servite le lettere inviate dai suoi legali all’Ente  preposto alla riscossione dei debiti nelle quali si evidenziava che c’era stato un  macroscopico errore. Nei giorni scorsi in tribunale la fine di un incubo: gli avvocati  Roberto Filardi e Annamaria Buttarazzi sono riusciti a dimostrare l’estraneità dei fatti della loro assistita a quanto le veniva contestato. Il  giudice l’ha assolta con formula piena. Adesso la signora è intenzionata a chiedere un congruo risarcimento danni all’Ente Poste e all’Ufficio delle Entrate per tutto quello che ha dovuto passare in questi lunghi undici anni. (foto di repertorio) Marina Mingarelli
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