Per il sindaco di Posta Fibreno l’incendio alla riserva naturale è frutto di un gesto che definisce incomprensibile. Nelle sue parole, intrise di tristezza, la delusione per i molteplici danni alla flora e alla fauna. Parla inoltre di uno sfregio a uno dei luoghi più belli del territorio nonchè meta turistica apprezzata e di grande pregio paesaggistico. Ora le fiamme sono state domate, i danni sono ingenti e già si pensa a prendere contatti con la Regione Lazio per intervenire prima possibile sulla parte ambientale e strutturale come l’isola galleggiante andata completamente distrutta.
“E’ divampato verso le 13.00 e ha preso subito piede facilitato dal vento l’incendio che ci ha portato via un’ampia porzione della riserva naturale”. Inizia così il racconto del sindaco dottor Adamo Pantano. Raggiunto telefonicamente poco fa, durante le ore precedenti è stato operativo accanto agli uomini del soccorso Guardia parco e Vigili del Fuoco, ha descritto una situazione che fin dai primi momenti è apparsa critica.
“Fiamme altissime sono partite in quella che è conosciuta con il nome di strada bianca, Terra l’Orto, caratterizzata dalla presenza di un vasto canneto. Da li, il rogo si è propagato verso il lago distruggendo completamente il sentiero ripristinato solo l’anno scorso. Tre le casette bruciate. Tutto è stato distrutto e la condizione dei luoghi è pessima”.
Qualche giorno fa un altro incendio era divampato nei pressi del campo sportivo, entrambe, ha detto il sindaco,
“sono quasi sicuramente di origine dolosa. Non conosciamo le ragioni di un gesto simile. Parliamo di una riserva protetta dove non è possibile effettuare alcun tipo di cambiamento”.
Il sindaco ha parlato
un’azione criminale contro uno dei luoghi più belli del territorio. Fortunatamente nessuna abitazione ha subito danni e Pantano sta già pensando a rivolgersi alla Regione per rimettere a posto le cose, in primis la bellissima isola galleggiate.
Francesca Merolle