Cassino – Autismo, il centro d’eccellenza può diventare realtà

Irene Mizzoni
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Il centro d’eccellenza per l’autismo all’interno della ex struttura ospedaliera del “Gemma De Posis” di Cassino può diventare realtà. La proposta fatta dalla vicepresidente del Consorzio del Cassinate per i Servizi Sociali Francesca Calvani all’indirizzo dell’assessore alle Politiche Sociali Rita Visini durante la partecipazione all’Assemblea consortile, ha ottenuto già quel giorno il placet dell’amministratrice regionale, che – lasciando intendere la fattibilità – ha invitato a presentare in proposito un progetto sostenibile.

La Calvani, seppur a pochi giorni dalla sua elezione a vicepresidente del Consorzio dei Servizi Sociali, si sta adoperando molto affinché possano giungere nuove risorse sul territorio, per poter andare incontro così alle esigenze della popolazione e delle persone maggiormente bisognose di attenzione. Uno degli obiettivi principali su cui sta lavorando è stato portato alla luce proprio durante l’incontro con la Visini, quando i rappresentanti delle forze sindacali presenti hanno sollevato l’attenzione sullo stato di fermo in cui versa il De Posis appunto. “Con la giusta attenzione questa struttura potrebbe diventare fiore all’occhiello, ma soprattutto centro di eccellenza nell’assistenza sociosanitaria di patologie particolari come è l’autismo. L’occasione è fornita dalla legge nazionale n. 134 del 18/08/2015 – ha evidenziato la vicepresidente Calvani – che concerne la realizzazione di centri residenziali e semi residenziali per soggetti con disabilità autistica. Per questo ho domandato all’assessore Visini se la Regione prevede risorse per la realizzazione di questi centri, quali sono e se ci sono linee guida sulla realizzazione di tali realtà. La mia volontà – ha ribadito – sarebbe quella di aprire questo centro a Cassino, recuperando e utilizzando così gli edifici del “Gemma De Posis”, per avere qui una struttura specializzata sul particolare tipo di disabilità, in cui i cittadini troverebbero risposte concrete alla problematica specifica. L’esempio di come pensiamo il centro per l’autismo ce l’abbiamo sotto gli occhi, ed il dottor D’Ambrosio della Asl che ha dedicato anima e corpo, insieme al Consorzio del Cassinate e all’Aipes, per realizzarlo, ci insegna cosa vuol dire lavorare, per prendersi cura delle persone garantendogli dignità e rispetto. Parlo del centro Alzheimer di Atina, che amiamo definire un gioiellino, per come è stato organizzato, arredato, studiato, e per il metodo seguito nel personal care”. Il dottor Eleuterio D’Ambrosio, direttore dei Distretti Asl D (Cassino-Pontecorvo) e C (Sora) ricorda come la neonata idea di un centro diurno per l’autismo, nel corso di un’assemblea partecipata da Consorzio, Asl, e dagli altri attori coinvolti nel tavolo sociosanitario fu accolta all’unanimità da tutti i presenti. Si tratterebbe del primo centro diurno pubblico per l’autismo, non solo in provincia di Frosinone, ma addirittura in tutta la Regione Lazio: con la gestione affidata al Consorzio del Cassinate per i Servizi Sociali e all’Aipes, in sinergia con la Asl, fornitrice degli operatori sanitari coinvolti nel progetto. Della auspicabilità dell’istituzione di un centro diurno sociosanitario per l’autismo nel territorio distrettuale ha parlato anche il dottor Vittorio Di Ruzza, responsabile attività sociosanitarie del distretto D. Nella ricognizione dei bisogni effettuata dagli enti preposti in tema sanitario acquista prevalenza la necessità di una risposta ai bisogni di soggetti con disturbi dello spettro autistico, sia in età adulta che in età minorile. Emerge infatti anche da statistiche nazionali che tra le zone con maggior prevalenza di persone affette da autismo è presente la provincia di Frosinone, e da qui è conclamata la necessità di dimensionare il fenomeno in termini di numeri. Asl e Consorzio stanno già lavorando a questo, facendo lo screening di dati afferenti a strutture cui le persone autistiche si sono rivolte, ma che non si occupano esclusivamente di questa particolare disabilità. Si attendono ora le linee guida della Regione sulla realizzazione dei centri specifici per l’autismo previsti dalla legge nazionale n. 134 del 18/08/2015, anche per conoscere quali sono i flussi di finanziamento dedicati. “Così facendo speriamo di trovare anche un esito positivo riguardo alla richiesta di ristrutturare i locali del vecchio De Posis – ha auspicato Calvani – dato che fino a questo momento avevamo ricevuto solo risposte negative. In quella struttura troverebbero così spazio e potrebbero convivere diversi progetti che diano vita e consistenza ad un centro socio-sanitario di eccellenza. E non, mi preme sottolineare, un luogo che funga da ‘succursale’ dell’ospedale Santa Scolastica. Ritengo infatti che – ha voluto far riflettere Francesca Calvani – se si intende lavorare sulla sanità, è sull’ospedale Santa Scolastica che bisogna agire, potenziandolo ed eliminando le carenze che presenta”.
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