(di Alessandro Andrelli) Sembra assurdo che oggi, nel 2017, si possa ancora essere convinti di risolvere l’illegalità, il mancato rispetto delle leggi, l’inosservanza dei regolamenti soltanto tra i banchi di un Consiglio comunale. Sembra assurdo che la vecchia politica, quella fatta di sole sceneggiate ed urla consiliari (nulla risolvono, lasciando immutate ed impunite le illegalità!), trovi ancora spazio tra i giovani, che dovrebbero invece dimostrare, con il loro operato o modo di essere, la volontà di cambiare il mondo.
È impensabile che ancora si voglia giustificare comportamenti illegittimi, ergendosi al contempo paladini e salvatori della città. Credo che oggi più che mai, ogni persona, ogni elettore, ogni comunità, ogni territorio… e l’Italia intera esiga legalità e trasparenza, rispetto delle regole, pari opportunità per tutti ed aria nuova. Parole vere che non devono essere utilizzate come spot elettorali ma diventare realtà quotidiana, progetto di vita, faro per una corretta amministrazione. Il tutto non deve ridursi soltanto ad una mera propaganda politica volta a “scippare” voti o a fare “ammuina”, ma deve rappresentare un modo di vivere, di operare e di amministrare. Ricordate tutti la tanto decantata trasparenza e legalità enunciate da De Donatis durante la scorsa campagna elettorale? Soltanto fumo e chiacchiere a vuoto. Così mentre la vecchia retorica politica gela il sangue ad una città intera perché riporta ad una realtà del passato che non deve esistere più e che la gente aborrisce, numerose voci di palazzo si susseguono sempre più insistenti, a dimostrare che l’Amministrazione De Donatis proprio non va. Pare che tra la maggioranza regni un malcontento sempre più dilagante unito a grande frammentazione. Molti di loro avrebbero paura di essere incriminati penalmente, altri di dover rispondere di danno erariale, altri ancora per l’anticorruzione. Ci sarebbe poi chi gioisce per un posto di lavoro ottenuto e chi, invece, è fortemente risentito per non essere stato considerato, perché il suo turno non viene mai e forse mai arriverà. Accanto a convegni vuoti, organizzati solo per farsi vedere, ci sono storie inverosimili raccontate con la massima bravura, perché (non dimentichiamolo!) il governo De Donatis in questi nove mesi di chiacchiere ne ha fatte tantissime, anche sicuramente ben presentate alla gente e riferite ancor meglio alla stampa, ma di fatti concreti neanche uno. Tranne le “operazioni” riguardanti il personale, ritenute palesemente illegittime (clicca qui), e due terzi di piazzale al Palazzetto Polsinelli, brecciato alla modica somma di circa 20mila euro, l’attuale amministrazione nulla ha fatto di concreto per Sora ed ancor meno per i sorani. Fortissimo nei proclami (bisogna ammetterlo sa farsi davvero credere!), De Donatis pensa di essere in campagna elettorale per le prossime consultazioni politiche e/o regionali, dove basta riempirsi la bocca di promesse, senza ricordare che il Sindaco di una città deve dare risposte concrete e risolvere problemi reali, deve fare e deve agire bene in un governo di legalità e trasparenza. A Sora con il governo De Donatis tutto questo appare fantascienza anche per le cose più semplici ed insignificanti, basta vedere in che condizioni si presentano i vasi sul ponte di Napoli, ingresso della città. Voci vicine al potere sussurrano che si perde troppo tempo ed impegno ad architettare procedure amministrative volutamente non corrette per continuare a favorire gli “amici” e gli “amici degli amici”. Speriamo che la minoranza, almeno la parte di essa che più tiene alla legalità, continui a svolgere con attenzione il proprio ruolo a difesa della cittadinanza. Avere un Comune in cui operano soltanto gli “amici” e gli “amici degli amici”, di certo non tutela la città e la sua gente, di certo non garantisce una buona politica, di certo non assicura un corretto uso del denaro ed delle risorse umane che si hanno a disposizione. Povera Sora! A quasi nove mesi dall’insediamento di De Donatis, continua terribilmente a soffrire. Alessandro Andrelli
