Cassino – Accusato di aver fatto pipì a terra, bambino costretto a pulire dalla prof

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È stato costretto a pulire il pavimento del bagno di una scuola media di Cassino dopo che, secondo le informazioni raccolte da una professoressa, avrebbe fatto pipì sul pavimento adiacente al water.

I genitori di un bimbo di dodici anni, protagonista della vicenda, hanno dato mandato ad un avvocato affinché si proceda penalmente nei confronti della docente, ritenuta troppo rigida e che avrebbe assunto un comportamento al di fuori di ogni logica. I fatti risalgono a ieri mattina quando, come raccontano la madre e la sorella del bambino, il piccolo alunno al termine della ricreazione e una volta tornato in classe dopo essere andato in bagno, sarebbe stato accusato di aver sporcato il pavimento. In un primo momento il ragazzino avrebbe negato ma poi davanti alle insistenze della professoressa e, come racconta la sorella, ‘terrorizzato dalla minaccia di essere sottoposto all’esame del Dna’, tra le lacrime avrebbe ammesso di aver involontariamente urinato sul pavimento perché qualche amico, per gioco, gli avrebbe aperto la porta. La professoressa, non prima di avergli affibbiato una nota, accompagnato dal bidello, lo avrebbe costretto a pulire il pavimento. “Mio fratello è stato umiliato come nessuno di noi avrebbe mai immaginato. È un bambino pulito e molto schifino. Quando va al bagno a casa, pur di non sporcarsi, fa la pipi seduto. Ha raccontato di aver sporcato il pavimento mentre stava per tirare su lo slip e perché qualcuno ha aperto la porta. Non credo fosse necessario sottoporlo a tanta vergogna. Bastava una lettera di richiamo e noi avremmo provveduto. Per le pulizie dei bagni c’è comunque del personale addetto che viene assunto per quel motivo e pagato. Mio fratello non vuole andare più a scuola”. Dall’Istituto, che ad onor del vero si è sempre distinto per la rettitudine e la preparazione di dirigente e insegnati, non smentiscono la notizia ma ridimensionano l’accaduto. Resta da capire ora quali provvedimenti intenderà prendere la famiglia del bambino. @nicoletti
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