(di Anna Ammanniti) Sembrerebbe molto vicina l’apertura dell’impianto di CDR (combustibile derivato da rifiuti) di Castellaccio sito nel comune di Paliano, e tantissimo vicino alle abitazioni di Anagni.
L’enorme incendio nel giugno del 2013 mandò a fuoco l’impianto di produzione, che bruciava all’anno tonnellate di rifiuti, emanando nell’aria il forte odore di plastica e residui di rifiuti. Ancora molto vivo nei ricordi degli anagnini e non solo, l’immensa nube tossica che invase tutto il territorio. Nell’impianto ci sono sostanze incendiabili, che producono diossine dannose alla salute. Il rischio di altri incendi è a portata di mano, ma soprattutto l’apertura dell’impianto, seminerà di nuovo ulteriore angoscia nei cittadini, ormai stanchi di inquinamento, PM 10 e roba del genere. Il pericolo ambientale nella città dei papi non vuole assolutamente attenuarsi e si continua a martoriare una zona che negli ultimi cinquant’anni ha dato già veramente tanto a livello di ambiente. Una periferia che deve tanto allo sviluppo industriale per il benessere economico, ma sotto un altro aspetto, tanto, troppo è costato il benessere in termini di salute. L’ennesima tegola scagliata a bruciapelo, con la riapertura dell’impianto, cade sulla testa dei cittadini come un macigno. Si parla tanto di cura e rispetto dell’ambiente, di salute dell’uomo e di prevenzione, ma le chiacchiere come sempre vanno a scontrarsi con i fatti. Il CDR di Castellaccio tornerà a bruciare presto, la preoccupazione dei residenti è tale che si sta pensando a una grande manifestazione che vuole coinvolgere non solo gli abitanti di Anagni, ma anche di Paliano e Colleferro. Anna Ammanniti
