I funerali sull’Acropoli hanno sancito l’importanza del personaggio che ha segnato la vita politica della città per decenni. Abbiamo ascoltato, però, le persone che lo conoscevano meglio per capire l’uomo oltre che il politico e sono venuti fuori aspetti inediti come il passato da bassista al Piper di Roma.
Oggi si sono tenuti presso la Cattedrale di San Paolo a Civita i funerali di Oreste Tofani, conosciuto ormai da tutti come “Il Senatore”. Politico di lungo corso, come ricordato da tutti in questi giorni, ma noi vogliamo porre
l’attenzione sull’uomo, che ha avuto una vita davvero piena, e ricordarlo con le parole degli amici più cari e di collaboratori che lo hanno affiancato per decenni. Il primo che abbiamo ascoltato è l’architetto Silvio Pulcinelli, che il Senatore chiamava Enzo, come tutti in famiglia d’altronde. Alatrense emigrato in Romagna, Silvio è il cosiddetto “amico d’infanzia” quello che lo ha conosciuto meglio e dal quale non si è mai staccato fino agli ultimi giorni di vita. “Impossibile raccontare chi era Oreste per me che lo considero un fratello. Quello che posso raccontare, certo di fornire uno stralcio di vita che pochi conoscono di Oreste Tofani, è l’esperienza negli anni Sessanta, da musicisti che abbiamo vissuto assieme con il nostro gruppo di allora, The Black Nights. Non molti sanno, infatti, che ci esibimmo anche al Piper, negli anni del boom per il locale romano, e Oreste era il nostro bassista, unico maggiorenne tra tutti noi e, quindi, anche nostro <condottiero> che ci tirava fuori dai guai”.
Il secondo che abbiamo ascoltato è Bruno Gatta, suo collaboratore per tantissimi anni, e con il quale ha girato l’Italia per convegni e dibattiti, oltre che per le tante campagne elettorali. Bruno ricorda il senatore come una persona integerrima, all’apparenza molto seriosa, ma con uno spirito ed un umorismo che veniva fuori solo tra intimi, con i veri amici, e che lo trasformava in un eccellente barzellettiere. “Un ricordo tra tanti– ci racconta Gatta- qualche giorno dopo la morte di Paolo Borsellino, il compianto Pippo Tricoli, papà di Fabio giornalista di Mediaset, venne a Fiuggi per le cure termali. Amico di Oreste Tofani lo storico esponente del Msi siciliano raccontò gli ultimi secondi di vita del giudice ucciso della mafia. Davanti a una bibita fresca, ascoltammo in religioso silenzio, io e Oreste le parole di Pippo Tricoli e della figura del giudice Paolo Borsellino. In una delle tante trasferte in giro per l’Italia centro meriodionale soprattutto, accompagnai Oreste in un paesino dell’Abruzzo forse Villa Vallelonga per un convegno. In quel contesto c’era anche il senatore Pasquale Squitieri scomparso proprio qualche giorno fa. Nonostante fosse famoso sia per essere il compagno di Claudio Cardinale, che per essere un regista affermato, dopo gli interventi dei due parlamentari si capì la statura politica di Oreste. Certo Squitieri non era un politico, ma…”. Infine è Gatta a ricordarci che per il territorio fece tanto ed un suo sogno è rimasto incompiuto: Tofani, infatti, commissionò ad un architetto e ad un gruppo di tecnici uno studio su Pratelle per capire la fattibilità di costruire delle piste sciistiche, progetto, poi, tramontato. Biagio Cacciola, politico e amico, ricorda, invece, i primi anni dell’università a Roma, quando fu chiamato, ventenne, a svolgere una relazione all’Assemblea Nazionale Corporativa che era l’organo consultivo del MSI. “Oreste venne a dormire dove insieme a Marcello Di Fazio e Gianfranco Quadrini vivevamo. Ero abbastanza emozionato perchè non si trattava di un comizio di fronte a simpatizzanti che ti concedevano tutto ma di una mezza specie di esame su temi come il lavoro soggetto dell’economia, il lavoro dovere sociale etc. La sera mangiando insieme chiesi consiglio a Oreste, già vaccinato per queste cose e lui mi disse: <Biagio, al di là di quello che dirai, ricorda di non essere precipitoso ma le cose dille lentamente e scandite con nettezza e tono alto>. L’intervento andò bene e da allora, nonostante gli anni, continuo a osservare quell’indicazione. Un giorno, schierati su mozioni opposte a un congresso provinciale, finito il mio intervento, mi si avvicinò e mi disse senza sprecare troppe parole ‘Efficace’ e io ‘lo devo a te ‘ e sorridemmo. Quel mondo in cui lui prima, io dopo, apprendemmo l’arte del confronto e dello scontro dialettico, ben sapendo che erano mere esercitazioni contro l’avversario più duro il sistema”. Da ultimo riportiamo il ricordo di Maurizio Cianfrocca, che ne apprezza in particolare la sua fede. “Ricordare un personaggio come Oreste Tofani in poche righe è un tentativo quanto mai difficile ma vorrei sottolineare in primis un aspetto che non mi è mai sfuggito e che ho sempre apprezzato, ossia la sua fede che non ostentava ma che testimoniava in particolar modo nella sua partecipazione alla processione religiosa del Venerdì Santo, e badate bene, non tra le autorità ma tra i fedeli e con la candela accesa in mano . Politicamente ho fatto un breve percorso con Oreste quando, da consigliere comunale, entrai a far parte del suo gruppo cittadino e ho avuto la possibilità, da vicino, di apprezzare le sue innegabili doti di oratore, rare da trovare nei personaggi politici. Ricorderò con orgoglio quando, non più di un anno fa, volle incontrarmi perché avrebbe voluto invogliarmi a fare un certo percorso politico per il quale, onestamente, non mi sentivo pronto. Ma grande fu la mia soddisfazione nel vedere riposta così tanta fiducia da un personaggio di spessore come Oreste”. Inutile dire che il personaggio era uno di quelli che si ama o si “odia”, perché dotato di carattere molto forte e di idee ben radicate. Il bagno di folla ai funerali, oggi, sono la prova del segno che il Senatore ha lasciato alla città.
Andrea Tagliaferri
foto di Filippo Rondinara e Bruno Gatta



