Maltrattamenti in famiglia, percosse, minacce ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Sono questi i reati per i quali un intero nucleo familiare è stato rinviato a giudizio.
Chiuso per un anno nella sua stanza senza poter usare la cucina, vessato e maltrattato dalla figlia. Vittima di questi presunti maltrattamenti in famiglia un uomo di 86 anni residente nella parte bassa della città. La vicenda è venuta fuori nell’estate del 2012 quando a seguito di una rissa che si era scatenata all’interno di quel nucleo familiare, composto da sei persone, qualcuno fece scattare la denuncia dichiarando che l’anziano viveva in condizioni di grande sofferenza fisica e psicologica. La figlia di 52 anni aveva obbligato l’anziano padre a vivere isolato per circa un anno nella stanza da letto privandolo dell’uso della cucina e di vari elettrodomestici cagionandogli nel tempomaltrattamenti, sofferenze fisiche e morali. La donna però ha sempre respinto tali accuse sostenendo di essere vittima di atteggiamenti vessatori da parte dei familiari che avevano come loro unico obiettivo quello di allontanarla da quella casa. Ieri mattina i sei indagati sono comparsi davanti al giudice per le udienze preliminari dott. Stefano Troiani che li ha tutti rinviati a giudizio per i reati già citati. La prima udienza è stato fissata per il 19 gennaio del 2018 . Gli imputati sono difesi dagli Avvocati Giuseppe Cosimato, Giovanni Pica, Dario Simonelli, Deborah Magnante. Mar. Ming.
