Questione bilancio partecipativo: fino ad ora c’era stata soltanto la presa di posizione ufficiale della maggioranza con il vicesindaco Vincenzo Cacciarella, che aveva risposto alle critiche arrivate soprattutto sui social da più parti. Arrivano ora anche le dichiarazioni di Marco Colucci, ideatore del progetto sulle scuole risultato più votato, ma anche ex vicesindaco della Giunta Sorge. Colucci critica fortemente le scelte della maggioranza.
Spiega Colucci: <Il mio progetto è risultato il vincitore. Potrei anche disinteressarmi di tutto il resto. Non voglio farlo. Per una questione sacrosanta di principio. Perchè sarebbe facile per me fare il Ponzio Pilato e lavarmene le mani. Non è questo il modo di agire di chi è stato amministratore e punta di nuovo ad esserlo. Devo constatare che c’è il tentativo di non rispettare le regole del Bilancio Partecipativo>. Entra nel merito della questione Colucci: <Primo punto. Il regolamento presta il fianco a interpretazioni fantasiose come quella oggetto di discussione, anche feroce, ma legittima. Va rivisto profondamente per evitare colpi di mano. Secondo punto. La scarsa e discutibile pubblicità data ai progetti. Tutti coloro che sono andati a votare hanno consultato il manifesto con l’indicazione dei progetti. In una votazione ci si attiene a queste indicazioni. C’è anche da rimarcare la pubblicazione di documenti riepilogativi con l’indicazione a grandi linee dell’oggetto delle proposte. E qui si arriva al punto dolente. L’indicazione di una cifra di 75.000 euro per il progetto numero 5, “La Biblioteca apre alla città”. Progetto che è arrivato quarto nella classifica finale con 97 voti, preceduto da altri 2 progetti. Di questi bisogna far menzione del progetto dei giovani dell’Ite che ha preso ben 330 voti e che come indicazione di spesa aveva la stessa del progetto numero 5. Cosa è successo? Si è deciso di approvare il mio progetto, risultato vincitore. Approvare il progetto terzo arrivato, il numero 4 “Natura amica”, scavalcando quello dei ragazzi dell’Ite a causa del costo. E poi, e qui viene il bello, si è approvato per la realizzazione il progetto numero 5 “La Biblioteca apre alla città”. Il quale progetto, apprendo dalla delibera, non è più da 75000 euro ma è magicamente diventato da 30000 euro perchè progetto definibile a cipolla, realizzabile in tutto o in parte a seconda della convenienza. E’ giusto tutto cio?>. Continua Colucci proprio in merito alla discussa vicenda: <E’ corretto tutto ciò senza aver dato la giusta informazione a chi in buonafede ha voluto dare la propria partecipazione votando? Terzo punto. La credibilità. Mi domando che fine faccia la credibilità istituzionale se l’istituzione aggira gli ostacoli.cSe ti si viene a dire che “non essendo espressamente vietato si può fare”. Si può fare di tutto? Aggirare gli ostacoli cosi? E il rispetto per il cittadino-elettore? E’ tutto possibile? Quarto punto. Le istituzioni devono essere un punto di riferimento per la cittadinanza. Devono essere una guida per la cittadinanza. Non il contrario. Con decisioni discutibile, imposte dall’alto, senza possibilità di dialogo>. Marco Colucci parla poi del progetto non finanziato, nonostante avesse diritto come voti, quello del pallone pressostatico: <Si poteva evitare di agire cosi come è stato fatto? Si poteva realizzare il progetto dei ragazzi dell’Ite stanziando nuovi fondi da aggiungere al bando del Bilancio Partecipativo? Non si poteva percorrere questa strada? Si poteva assegnare a realizzazione il solo progetto vincitore, anche se solo di 45.000 euro, e destinare i restanti 30.000 euro disponibile al prossimo Bilancio Partecipativo? Si poteva evitare decisioni quantomeno discutibili se non grottesche? Perchè accanirsi fino a questo punto, con manovre poco chiare, per realizzare un progetto sonoramente bocciato dagli elettori? Perché dare l’impressione di calpestare l’esito della volontà manifestata dagli elettori? Perchè il vicesindaco cerca di giustificare a tutti i costi il suo operato, perlomeno singolare, in questa vicenda? E’ etico tutto questo?>. CAP
