Ferentino – Incendio “Area Disco”: tra silenzio, sospetti e controlli a tappeto

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Nella notte tra il 27 e 28 dicembre 2016 un vasto incendio ha distrutto gran parte della zona non fumatori della nota discoteca frusinate, con sede in via Casilina, una sorta di “Terra di mezzo” tra i comuni di Frosinone, Ferentino e Alatri. Da allora c’è stato grande interesse per le indagini della Polizia di Stato, che ad oggi purtroppo non hanno ancora dato una risposta al drammatico atto di violenza e inciviltà.

Fare ipotesi per chi scrive in questi casi è facile, ma anche molto strumentale. A oltre quaranta giorni dal rogo la struttura rimane sotto sequestro, la proprietà dell’imprenditore Sirio Martini è in attesa di sviluppi, e nel frattempo cerca di capire, grazie anche alla vicinanza di molti amici, familiari e professionisti da sempre vicini al locale notturno, se ci sono le possibilità per ripartire, per dare nuova linfa alla sua “magnifica creatura”. Un luogo, l’Area, amato da molti, frequentato almeno una volta da almeno quattro generazioni, e che negli anni si era consolidato come punto di riferimento per chi ama vivere la notte nelle sue mille sfaccettature. Scagli la pietra chi, letta la notizia dell’incendio non ha pensato ad un atto intimidatorio della malavita organizzata, che in passato purtroppo aveva travolto l’attività imprenditoriale di Martini con gli incendi del “Bingo” di Ferentino, attività che oggi è stata ceduta ad altri. L’Area Disco si era consolidata in questi anni, aveva avuto la capacità di rinnovarsi, sfruttando le tendenze musicali e di intrattenimento del momento, dando nuove opportunità di lavoro a tanti giovani professionisti. Le indagini sono scrupolose e a 360 gradi. Non si esclude nulla, nemmeno la vendetta o la sana rivalità. Quello dell’Area Disco non è stato forse un atto intimidatorio, ma un gesto che voleva colpire un avversario, un nemico, forse un semplice competitor. Le telecamere a circuito chiuso sono state visionate decine di volte. Presto ci si augura si possa arrivare a una svolta, ma sembra che il piano orchestrato sia quello di professionisti del mestiere, che nulla lasciano al caso, che spesso non hanno passato ne tantomeno futuro. Nel frattempo la Questura di Frosinone, con altri enti preposti (Siae e Ispettorato del Lavoro), stanno procedendo ad una attenta analisi del territorio, con controlli amministrativi e di sicurezza che stanno interessando tanti locali della Ciociaria. Qualche attività è stata costretta alla chiusura, temporanea o permanente, altre hanno subito pesanti sanzioni civili e amministrative. Molti giovani, e non, hanno perso il posto di lavoro, altrettanti non hanno più un luogo di ritrovo e di divertimento. Così come è vero che tanti hanno perso la “piazza dello spaccio”, perché sarebbe ipocrito non pensare che solo la strada sia l’unico modo per spacciare e/o consumare droga. I controlli nei locali sono inevitabili e pienamente corrispondenti alla normativa vigente. Ognuno cerca di svolgere il proprio ruolo nel migliore dei modi. La Ciociaria sta attraversando un momento di profondo cambiamento, anche sul fronte sociale ed economico. La crisi è tutt’altro che superata, c’è sfruttamento del lavoro, scarso rispetto della normativa e spesso ignoranza. Dall’altra parte manca però anche la collaborazione della pubblica amministrazione. Provate a chiedere i tempi per ottenere le varie “autorizzazioni a procedere” per aprire un bar, un locale, un ristorante. Quanto sia complessa ed esigente la normativa, e spesso quanta poca informazione ci sia, così come disponibilità al dialogo o alla collaborazione. Occorre attenzione, oculatezza, rispetto e magari la capacità di saper riconoscere il giusto dallo sbagliato, il bene dal male, il delinquente dal sano lavoratore. Per questo la collaborazione di tutte le parti è fondamentale, e l’omertà o il favoreggiamento vanno estromessi da ogni tipo di manovra atta alla creazione di nuove attività imprenditoriali. L’episodio dell’Area Disco sembra aver creato un effetto domino. Ormai i locali notturni si contano sulle dita di una mano. Occorre più serenità, nella speranza che presto si faccia luce e che anche questo aspetto della vita economica del paese possa tornare a respirare autonomamente. Alessandro Andrelli
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