Anagni – Blackout “Caffè Izzo”, la replica e rettifica della CESIAR srl

Alessandro Andrelli
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Dallo studio legale dell’avvocato Giovanni Beatrice riceviamo e pubblichiamo in merito alla ben nota vicenda “Izzo” riportata in questo articolo (clicca qui) la seguente richiesta di replica e rettifica in merito alla vicenda che ha coinvolto l’azienda “Caffè Izzo” con sede ad Anagni.

“E’ oggettivamente non vero asserire e scrivere che 130 persone, ovvero 50 dipendenti e 80 agenti responsabili di vendita (sic!) sarebbero rimati senza lavoro per scelte ed attività illegittime poste in essere da CESIAR/Olivieri, come è del pari non ero asserire e scrivere che CESIAR/Olivieri si sarebbero resi autori sia del blackout di energia elettrica subito da Gruppo Izzo, sia del sabotaggio e/o del tentato furto e/o del danneggiamento di apparecchiature elettriche.  Al riguardo, diversamente da quanto i suddetti articoli lasciano intendere, preme rilevare che: – esiste un locale in cemento armato, adibito a cabina di trasformazione elettrica, di proprietà CESIAR; – all’interno di tale fabbricato sono presenti apparecchiature e quadri elettrici, ancora di proprietà esclusiva CESIAR, illegittimamente utilizzati dal Gruppo Izzo, perciò tenuto a non servirsene da almeno oltre un anno; – il predetto locale deve essere demolito, poiché edificato in assenza di titoli abilitativi. Secondo quel che è stato riscontrato dai tecnici comunali; – in ragione di questa situazione, CESIAR, solo per equilibri di buon vicinato, nonostante in contenzioso pendente con il gruppo IZZO, aveva giorni addietro invitato quest’ultimo a concordare la migliore soluzione per la messa in sicurezza dell’impianto e per provvedere alla diversa somministrazione di energia elettrica da impiegare nel proprio opificio; – dell’abuso edilizio e del pericolo a persone e cose, ingenerato dalla non conformità a legge dell’impianto elettrico – obsoleto e privo di sistemi di sicurezza – era ben edotto il Gruppo Izzo, grazie alla avvenuta ricezione di molteplici comunicazioni al riguardo; – il citato blackout de 26.01.2017, contrariamente a quanto propalato dal Gruppo Izzo, non può essere in nessun modo addebitabile a CESIAR, che ha avviato le opere di smontaggio e messa in sicurezza degli impianti due giorni dopo, come tra l’altro riscontrato dalle forze dell’ordine. Le allusioni per nulla velate riportate in merito ad un sabotaggio da parte del mio assistito e conseguente blackout dello stabilimento della Gruppo Izzo Srl, rispetto al quale sembrerebbe addirittura esservi stata una contestazione in flagranza da parte dei Carabinieri, sono delle gratuite illazioni, prive di fondamento alcuno, lesive dell’onore e dell’immagine professionale del signor Olivieri. Ancor più gravi appaiono le affermazioni diffamatorie in merito ai timori che il signor Izzo, legale rappresentante avrebbe in merito alla sua incolumità personale (sic!) che restano, nei fatti, completamente non motivati. Il mio assistito ritiene gravemente lesa la propria dignità, onorabilità ed immagine professionale in quanto l’analisi giornalistica operata non solo non corrisponde a verità, ma insinua dubbi e circostanze palesemente provocatorie e mendaci”. Avvocato Giovanni Beatrice  NOTA DEL DIRETTORE Come richiesto e previsto dall’attuale normative vigente in materia abbiamo rispettato il diritto di replica e rettifica da parte della Cesiar, che però nella sua dicitura esatta non era stata chiamata mai in causa dalla nostra testata, bensì, solo in una circostanza, dal Gruppo Izzo, e da alcune affermazioni fatte e documentate da nota stampa giunta in redazione. Detto questo, eventuali repliche e contro repliche saranno eventualmente prese in considerazioni dalla testata che dirigo in maniera autonoma, nel pieno diritto della normativa. La vicenda, come si può chiaramente evincere, non è certamente semplice per nessuna delle parti. Tg24 ha voluto sollevare solo la questione lavorativa, vale a dire l’eventuale possibile danno che la mancata produzione dell’azienda di torrefazione. Detto ciò ci auguriamo una quanto più celere risoluzioni della vicenda, con le autorità competenti che riusciranno a fare chiarezza su quanto accaduto. Alessandro Andrelli
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