Cassino – Scandalo fondi destinati ai profughi, l’elenco completo degli indagati

Francesca Merolle
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Conti correnti bancari passati al setaccio. Intercettazioni e una serie di anomalie gestionali dei fondi destinati ai profughi ospitati nelle case famiglia del cassinate e del casertano.

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Cassino da mesi, sotto le direttive del procuratore capo Luciano d’Emmanuele stanno indagando sul business del terzo millennio: i finanziamenti stanziati dal Governo e destinati all’accoglienza dei meno fortunati, soprattutto i profughi provenienti da Africa e Asia. Gli investigatori del questore Filippo Santarelli e del colonnello Luigi Carbone, comandante provinciale delle Fiamme Gialle, hanno quindi raccolto tanti e tali elementi da indurre il sostituto procuratore Alfredo Mattei, titolare dell’inchiesta, ad iscrivere nel registro degli indagati ben sette persone. Parliamo dell’ex sindaco di Cassino, Vincenzo Bruno Scittarelli, del giovane imprenditore Francesco Mosillo, candidato a sindaco nella passata tornata elettorale, l’attuale presidente del Consiglio Comunale, Dino Secondino, il fratello Lucio, la presidente della cooperativa Casa di Tom, Katia Risi, il marito Paolo Aristipini e di un dipendente della cooperativa Luca Imondi. Grave il capo di imputazione formulato a loro carico. I sette potrebbero rispondere, una volta concluse le indagini, di associazione a delinquere finalizzata al peculato, malversazione e violazione sulla legge per l’immigrazione. In pratica avrebbero utilizzato fondi destinati ai meno abbienti per scopi personali. Il personale investigativo del commassariato di Cassino e del Gruppo della Guardia di Finanza ha anche passato al setaccio le spese elettorali sostenute dal candidato Mosillo. Le indagini non sono ancora concluse e non si esclude possano vedere il coinvolgimento di altri personaggi. La redazione  
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