Si trova recluso nel carcere di Frosinone uno degli otto arrestati che alcuni mesi fa hanno messo in atto un sequestro di persona ai danni di un pasticciere residente a Torvaianica.
Il figlio aveva accumulato debiti per 130 mila euro a causa di questioni relative alla droga. Ma coloro che gliel’avevano ceduta non intendevano perdere quel denaro, così avevano messo in atto la loro vendetta sequestrando il padre, un pasticcere di 60 anni residente a Torvaianica in provincia di Roma. Ma al momento del sequestro i vicini di casa avevano udito spari ed urla ed avevano allertato i carabinieri. Quando i militari erano giunti sul posto avevano trovato una ciabatta nel cortile di quella casa, segno che c’era stata una colluttazione. Dalle telecamere installate lungo la strada erano riusciti a risalire alla vettura che trasportava il sequestrato. I carabinieri avevano iniziato l’inseguimento e proprio al porto di San Giovanni in Calabria mentre stavano spostando il pasticciere su un’altra vettura era scattato il blitz. Otto persone finirono in carcere con l’accusa di sequestro di persona ed estorsione. Uno degli arrestati C. F. di 29 anni, è recluso nel carcere di Frosinone. Questa mattina in corte d’Assise nel capoluogo ciociaro l’uomo è comparso in aula difeso dall’avvocato Giuseppe Dell’Aversano. Sul banco dei testimoni sono stati ascoltati i carabinieri che hanno preso parte all’operazione. Nella prossima udienza che si terrà il 22 aprile prossimo verrà ascoltato il pasticciere sequestrato. Mar.Ming.
