A due passi dal centro ma sufficientemente appartata, circondata dalla natura ma anche piena di immagini sacre. Parliamo di via Ravo, per chi non la conoscesse è la strada in salita che costeggia un lato delle mura della cattedrale Santa Maria Assunta. Conduce all’acquedotto oppure al sentiero del castello di San Casto, ed è percorsa ogni giorno da moltissime persone, anche famiglie con bambini ed animali. Nulla di strano fin qui, se non fosse che i residenti ed escursionisti fanno i conti quasi tutti i giorni con coppiette irrispettose che si scambiano effusioni di notte e di giorno senza preoccuparsi di essere viste.

La strada dell’amore è raggiunta sia
in macchina, in quel caso le coppiette stazionano negli spazi liberi,
oppure a piedi. Allora le stazioni della via Crucis sono utilizzate come
“separè” per nascondere le “effusioni”.
Oltre allo spettacolo osè che si presenta a chi percorre la strada bisogna tener conto dei
rifiuti che vengono abbandonati:
fazzoletti e profilattici sono sotto gli occhi di tutti. Sono stati danneggiati diversi faretti, lo specchio stradale e, raccontano i cittadini, violata la proprietà privata di vecchie abitazioni abbandonate.
Le stazioni della via Crucis purtroppo sono utilizzate da giovanissimi anche come punto di ritrovo dove portano
bottiglie di birra e super alcolici che consumano e poi abbandonano. Questo accade anche di notte e non è raro che i residenti che rientrano in macchina si trovino all’improvviso i ragazzi davanti.

Solo qualche giorno fa
una donna è stata spettatrice di un episodio decisamente imbarazzante.
“Stavo passeggiando con il cane quando mi sono ritrovata di fronte due adolescenti. Non entro nei dettagli ma è veramente qualcosa di inaccettabile. Per non parlare poi dei rifiuti che mi sono trovata di fronte. Una sporcizia terribile. Avevo paura anche per il cane, figuriamoci se al suo posto ci fosse stato un bambino”.
Tutto questo accade
a pochi metri dal centro, vicinissimi al corso Volsci ma nessuno mai ne parla.
I residenti, però, sono stufi. Esigono
controlli, pulizia ma soprattutto un po’ di decenza.
Francesca Merolle