(di Alessandro Andrelli) L’Amministrazione De Donatis appare di giorno in giorno più impegnata: vuole riuscirci a tutti i costi, vuole davvero essere finalmente pronta. Questo è quello che viene usato come slogan in termini di sfottò.
Dopo le casette di Natale posizionate con un anno di anticipo, dopo una infinita ed estenuante riorganizzazione del personale portata a termine in tempi biblici (forse la delibera sarà pubblicata domani), la piattaforma civica di De Donatis sta cercando davvero di superare se stessa, dribblandosi da sola. Argomento clou questa volta: l’assegnazione di due dirigenze, una per l’area finanziaria ed un’altra per l’area condono/vigilanza. Anche per questi due procedimenti sembrerebbe che il Governo De Donatis sia così tanto avanti. Ha scelto i nomi dei vincitori, ancor prima della pubblicazione dei bandi, dell’apertura delle buste e della selezione. Tutta la città ne parla, ovunque si mormora e Sora è tutto un vociare. L’acquario della pedana civica è frequentato, purtroppo, da pesci particolari che, con manifesta arroganza, muti proprio non riescono a stare. Parlano e sparlano, si amano e si odiano, si confidano e si tradiscono, senza neanche rendersi conto della gravità di ciò che raccontano. Sta di fatto che la città ripete ciò che sente ed i nomi dei vincitori li ha sentiti già da tempo immemore, in quanto decisi mesi fa, molto prima del bando. Si dice che la dirigenza dell’Area Finanziaria sarà affidata ad un/una funzionario/a interno al comune di Sora, dal passo felino, designato/a a tale posto di comando nel momento stesso della vittoria di De Donatis, non per capacità superiori rispetto agli altri, ma soltanto per condivisione politica e profonda amicizia con il potere forte. L’amicizia e la complicità hanno un ruolo essenziale, evidentemente, quando si occupano ruoli funzionali e super potenti di quel tipo. Le stesse voci dicono che, anche per quanto riguarda l’Area Condono/Vigilanza, l’Amministrazione De Donatis ora è prontissima (ha impiegato solo sette mesi tenendo un ufficio così importante chiuso e perdendo una “montagna” di soldi). Sembra che diventerà dirigente un funzionario, originario di Sora e già impiegato in un altro comune ciociaro. La cosa, di per se’ gravissima, qualora fosse vera, è stata ulteriormente aggravata da altri fattori contingenti, a dimostrazione della superficialità impiegata nell’espletare le procedure amministrative. La storia è tanto breve quanto esilarante. A seguito di pubblicazione di bando, fatto per quanto si dice solo per apparenza, giungono le buste dei concorrenti. Aperte le stesse, si stila l’elenco degli ammessi e degli esclusi. Il tutto viene formalizzato con una determinazione correttamente pubblicata. Da questa appare chiaro che una persona è esclusa dal concorso da dirigente per l’Area Finanziaria a causa di titolo di studio non attinente a quello richiesto (laurea in giurisprudenza, dicono i ben informati, invece della laurea in economia e commercio voluta dal bando) e che quattro persone sono ammesse. Ad un certo punto, però, la beffa. Un dipendente comunale, non dell’ufficio personale, si accorge, tramite una veloce e banale ricerca su internet, che anche uno degli ammessi ha una laurea in giurisprudenza, allo stesso pari della persona esclusa. Fatto presente a chi di dovere, scoppia la “barzelletta”: chi doveva guardare non solo non aveva guardato, ma neanche aveva sfogliato i curriculum, conoscendo personalmente il candidato. Si è stati costretti a rettificare l’elenco degli ammessi ed a escludere il mal capitato, ma poco male, dicono che non era lui il designato. Da voci di corridoio si sa che tutto è stato fatto in maniera così superficiale ed affrettata da non prestare proprio attenzione agli atti, in quanto documenti di pura formalità a fronte di un vincitore già stabilito. Peccato che nessuno abbia informato l’amministrazione De Donatis che con questo giochetto si configurano svariati reati penali ed amministrativi. Restando in tema, non possiamo dimenticare che ci sono, poi, i due posti riservati agli articoli 90, promessi molto prima di vincere le elezioni a nomi immeritevoli. Personaggi incapaci che, per ricambiare, sono costretti a “sbraitare” senza senso sui social, arrampicandosi sugli specchi ed adducendo ragioni ridicole che cozzano con la realtà dei fatti. Cosa si può dire? Per uno stipendio assicurato tanto si può fare e, sicuramente, anche questo rientra in quel tanto. Non possiamo poi tralasciare che voci di palazzo assicurano dal primo febbraio l’arrivo, in comando, di chi da tempo è stato designato ad essere il nuovo comandante della Polizia Locale. Tanto abbiamo scritto in proposito (clicca qui e clicca qui), perché anche questo nome (deciso d’estate sulle lontane spiagge di Lecce da due innamorati) era noto da mesi. Eppure anche se tutti ne parlano (incluso chi normalmente non ha nulla da dire) ed aspettano il suo arrivo per mercoledì, nessun atto pubblico di fatto si vede. Tutto il comune è un caos generale e vive una realtà mai pensata possibile. Alla faccia della tanto sbandierata trasparenza della squadra di De Donatis, presentatasi agli occhi del popolo come la novità, l’onestà, la pulizia, il cambiamento ed il buon governo. Alla faccia dell’anticorruzione. Oggi Sora, di fatto, appare come uno stato a se’ stante con una propria “lex specialis” che favorisce solo gli amici prendendosi gioco delle leggi dello stato e non assicurando in nessun modo la par conditio, l’equità e la trasparenza. Cosa dire davanti a tanto scempio? Cosa pensare costatando questo modo di fare e la conclamata incapacità nel farlo? Resta solo tanta tanta tristezza per una città che più in basso di così difficilmente poteva cadere: Sora, in ginocchio, continua a soffrire!!! Alessandro Andrelli
