(di Alessandro Andrelli) Un’antenna di telefonia mobile su di un terreno privato con regolari autorizzazioni degli enti preposti può essere installata senza alcun tipo di atto illegale. Sembra questo il responso definitivo, o quasi, della vicenda che Tg24 ha riportato una settimana fa su queste pagine (clicca qui) e che subito aveva suscitato l’attenzione di tanti cittadini di Ferentino, sia purtroppo quello che avevamo ipotizzato in un altro nostro articolo (clicca qui). Facciamo chiarezza.
Lo scorso 17 gennaio alcuni cittadini su Facebook hanno denunciato l’installazione, anche al tramonto, di un traliccio in una zona ben definita della città di Ferentino, a ridosso dell’acquedotto comunale, in zona ex Stufa Pigna Castello. Vi abbiamo riportato la notizia, e il dubbio che quel traliccio fosse o irregolare oppure su un terreno privato, dando spiegazioni a tal proposito. Dopo una settimana, interpellati gli uffici di competenza in ambito comunale, possiamo ribadire che il traliccio di telefonia mobile, è stato installato su di un suolo privato e che ha regolare autorizzazione dell’Arpa, l’ente regionale preposto per simili lavorazioni. La legge, a meno di comma esplicativi differenti, prevede che la documentazione vada inviata al Comune di competenza solo per conoscenza. In passato il Comune ha fatto ricorso su alcune installazioni private, sempre di tralicci per telefonia mobile, ma non è stata mai vinta alcuna causa. Al di là di questo, se le autorizzazioni regionali sono in regola, il Comune può fare molto poco, anzi. Quella che andrebbe scossa è la coscienza personale. Come si può predicare il rispetto dell’ambiente, fare battaglie sui social, quando poi bastano poche decine di migliaia di euro (si fa per dire poche!) per creare sempre più aree a rischio in pieno centro, specialmente in una realtà già profondamente colpita dall’inquinamento come Ferentino. Il traliccio, stando alle informazioni in nostro possesso, è regolarmente installato. Purtroppo è su un suolo privato, e il cittadino che ha autorizzazione l’installazione è stato pagato dalla compagnia telefonica, profumatamente, per effettuare il lavoro, e magari farlo anche di fretta e furia. Sbagliamo? Beh siamo pronti a raccogliere pareri e opinioni differenti, ma l’antenna per ora rimane al suo posto, con le autorizzazioni del caso, e l’impotenza anche del Comune di intervenire. Alessandro Andrelli
