Frosinone – Arrestate dalla Guardia di Finanza le ‘sentinelle’ della ‘ndrangheta

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Erano le sentinelle dei trafficanti di droga calabresi. Massimiliano Bufalini, 40 anni di Supino e Aurelio Mandica, 36 anni di Frosinone, secondo le indagini portate avanti dalla Guardia di Finanza di Catanzaro unitamente ai colleghi del Comando Provinciale di Frosinone, erano coloro che avevano il compito di ‘proteggere’ il viaggio dei trafficanti facendo da apripista lungo le strade e l’autostrada.

I due ciociari, difesi dagli avvocati Giampiero Vellucci e Raffaele Maietta, sono stati arrestati nell’ambito della maxi operazione nazionale coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Con beni per circa 8 milioni di euro sequestrati e 54 persone fermate. I finanzieri, coordinati dal procuratore capo Nicola Gratteri e dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri hanno eseguito anche un sequestro di droga in diversi porti italiani, tra cui quello calabrese di Gioia Tauro. I destinatari dei provvedimenti di fermo sarebbero coinvolti in un traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’operazione, denominata “Stammer”, rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria/Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro. Oltre 500 i finanzieri impiegati, che hanno agito con l’ausilio di unità antiterrorismo pronto impiego, di unità cinofile e della componente aerea del corpo. I fermi sono stati eseguiti in Calabria, Sicilia, Campania, Lazio e quindi a Frosinone, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. Numerose le perquisizioni eseguite dalle prime luci dell’alba su tutto il territorio nazionale. I provvedimenti hanno riguardato una vasta e ben ramificata organizzazione criminale di stampo ‘ndranghetistico con proiezioni internazionali, capace di pianificare l’importazione di 8 tonnellate di cocaina dal Sud America, in particolare dalla Colombia. Secondo gli inquirenti, l’attività investiva ha messo in luce come i trafficanti calabresi ricevessero finanziamenti anche da personaggi insospettabili; incensurati che agivano dietro una facciata di liceità, spesso legata ad attività commerciali che vanno dalla ristorazione alle strutture ricettive turistico-alberghiere; dalle concessionarie di automobili fino a caseifici, bar e tabacchi, con partecipazioni anche in cantieri navali e aziende agricole. Si tratterebbe di personaggi dall’apparenza “pulita” che non disdegnavano di fare affari con le potenti ‘ndrine vibonesi, investendo nell’acquisto all’ingrosso della cocaina. L’inchiesta svolta dalle unità specializzate dei finanzieri del Gico di Catanzaro ha, così, consentito di identificare tutti i soggetti coinvolti, ognuno con un ruolo ben preciso: dai finanziatori ai mediatori, dai traduttori a coloro che avevano il compito di ospitare gli emissari dei narcos colombiani, più volte giunti nel nostro Paese. Massimiliano Bufalini e Aurelio Mandica saranno interrogati giovedì mattina nel carcere di Frosinone. Dovranno spiegare ai magistrati calabresi il loro ruolo all’interno dell’organizzazione. Gli investigatori delle fiamme gialle ritengono che i due, unitamente ad un altro frusinate arrestato due anni fa a Lamezia Terme perché trovato alla guida di una vettura carica di cocaina, fossero il canale di collegamento e rifornimento dei pusher del basso Lazio con le ‘ndrine calabresi. @nicoletti
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