Domenica 22 Don Marcello ha ricordato che, con l’avvento delle moderne attrezzature, non solo gli animali aiutano il lavoro dell’uomo, anche se le nobili creature sono ben altro che semplici utensili.
Alle 11, dopo la Messa, annunciata dai botti che facevano sobbalzare gli ospiti, la processione si avviava verso lo spiazzo antistante il Canale Tufano desolatamente asciutto. Nel cielo volteggiavano i gabbiani, anche loro desiderosi di ricevere la benedizione. Decine di macchine agricole erano posizionate ai lati della radura, col posto d’onore riservato al carro della famiglia Savone restaurato di recente. Sul prato che ospita i giochi per bambini, il nutrito gruppo di cavalieri capeggiato dall’amazzone Damiana Boccacci teneva a freno i destrieri, impazienti di dimostrare la propria vivacità. Cani di diversa taglia, qualche micio ed un drappello di pecore completavano il picchetto in onore di sant’Antonio. “Una giornata dalle grandi emozioni. Il mondo rurale – ha commentato Vinicio Savone, allevatore e presidente della Coldiretti di Frosinone che ha collaborato all’organizzazione dell’evento – anche oggi ha dato prova, con una partecipazione senza pari, di quanto sia fortemente radicata nelle campagne di Anagni l’economia agricola che, a differenza di quella industriale, ha superato anche i momenti della crisi peggiore, testimoniando la vitalità di un settore che a pieno titolo è parte integrante della storia cittadina”. Accanto a don Marcello c’era Ennio La Bella, maturo chierichetto presidente dell’associazione Tufano Insieme. “Nemmeno una sbavatura, la manifestazione è filata liscia come da programma, con grande soddisfazione di noi tutti. L’agricoltura di Anagni oggi ha dato prova di compattezza, rinnovando le ragioni di una scelta di vita e il forte spirito di appartenenza alla categoria” aggiungeva Giacomo Cantagallo, componente del direttivo della Coldiretti di Anagni e membro di una storica famiglia di allevatori e produttori. Jackal
