“Recuperate tra le nevi della Serra Alta le salme dei passeggeri del tragico DC-3” così titolava un articolo de “Il Tempo” dell’edizione del 3 aprile 1963. Pochi giorni prima, il 30 marzo, un aereo ITAVIA, con destinazione Roma-Ciampino, precipitò in località Serra Alta a quota 1700 mt. Recentemente, dopo aver visionato le carte, due uomini sono giunti a formulare una nuova ipotesi. Le tesi sono racchiuse in un volume che verrà presentato, sabato 21 gennaio, nella Sala Parrocchiale di Santa Restituta a Sora.
Sono passati ben cinquantaquattro, ma le tragedia è ancora impressa nella memoria dei nostri nonni e genitori. Furono otto le vittime totali: tre i membri dell’equipaggio e cinque i passeggeri civili. Il pilota era il comandante Ernesto Roggero, esperto ed affidabile, con moltissime ore di volo in attivo. Nel superare gli Appennini l’aereo incontrò neve, pioggia e vento in quota con difficoltà a mantenere la rotta e visibilità scarsa. Poi la tragedia!
Secondo la versione ufficiale fu errore umano indotto dalle avverse condizioni. Recentemente, però, un giovane curioso e un pilota, dopo aver ripreso in mano le carte, sono giunti a formulare una nuova ipotesi contenuta in un volume: “L’ultimo Viaggio dell’I-TAVI”.
Il testo, scritto da Marco Monti con la partecipazione tecnica del Com. Pilota Davide D’Agostino, verrà presentato a Sora, sabato 21 gennaio alle 18:00, presso la Sala Parrocchiale di Santa Restituta. Per l’occasione, alle ore 17:00, verrà celebrata una Santa Messa di Suffragio alla presenza dei famigliari delle vittime dell’incidente, di Autorità Militari, Civili e Religiose. Il tutto si svolgerà sotto l’egida dell’Associazione Arma Aeronautica (sezione Valle del Liri –Ten. MOVA Maurizio SIMONI). L’appuntamento è, dunque, fissato per sabato 21 gennaio dalle ore 17:00: un’occasione per conoscere meglio nuovi sviluppi su una triste vicenda che ha scosso l’Italia intera.
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