Cassino – I dettagli della maxi retata: “Richieste di pizzo ai titolari di bar”

Alessandro Andrelli
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I dettagli della maxi retata di due giorni fa sono presenti nell’ordinanza del Gip. Ciò che emerge è indubbiamente inquietante.

Dal carcere aveva dato incarico al suo uomo di fiducia di ‘controllare’ i commercianti di piazza Labriola che pagavano il pizzo. Scioccante la ricostruzione fatta dal Gip Massimo Lo Mastro nell’ordinanza di arresto dei 19 componenti del gruppo criminale che per due anni ha tenuto sotto scacco il centro di Cassino. Il giudice a pagina 77 nel parlare del leader indiscusso dell’organizzazione Elio Panaccione detenuto da due anni e del suo uomo di fiducia Luca Carlino così scrive: “Panaccione, nonostante sia detenuto dal novembre del 2015, continua a monitorare e organizzare l’attività dell’associazione a delinquere per tramite del suo braccio destro Luca Carlino, al quale impartisce ordini e comandi. Ciò è stato appurato dai carabinieri che nello specifico hanno effettuato una perquisizione domiciliare nei confronti di Luca Carlino nel corso della quale, oltre al libro mastro sul quale erano annotati cifre e nomi dei clienti che acquistavano droga e che dovevano ancora pagare, sono state rinvenute lettere che Panaccione inviava dal carcere e nelle quali invitava il complice a portare avanti anche un’attività estortiva posta in essere nei confronti di locali pubblici che si trovano nelle vicinanze di piazza Labriola”. Il delirio d’onnipotenza raggiunge l’apice quando Panaccione, si legge ancora nell’ordinanza: “Nelle lettere si rivolge anche agli altri sodali per mantenere il vincolo associativo che li lega e la struttura malavitosa ricordando a tutti di mantenere un basso profilo per non attirare l’attenzione delle forze dell’ordine, rimandando le mire espansionistiche dell’associazione all’indomani della sua scarcerazione“. @nicoletti (fonte fotografica: archivio Tg24)
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