(di Anna Ammanniti) Finalmente sembra essere giunto al termine il calvario dell’ex dipendente comunale A.L. in “pensione” da ottobre e ancora senza mensilità. Presentata la domanda ad aprile 2016 e molto probabilmente a marzo riscuoterà il primo stipendio della pensione.
A.L. dal 1989 dipendente comunale a tempo indeterminato, fa richiesta di andare in pensione ad aprile del 2016. A giugno la determina del Comune, con la quale si co nfermano i requisiti pensionistici del dipendente e viene collocato in pensione dall’1 ottobre. Stranamente il neo pensionato non ha mai ricevuto nessuna mensilità da ottobre e nei mesi successivi, sono infatti quattro mesi che non ha alle spalle una certezza economica. Il suo legale gli ha confermato che la situazione pensionistica è un fatto che deve essere chiarito e risolto tra il datore di lavoro (ente comunale) e l’INPS. Sta di fatto che lui non vede ancora un becco di un quattrino, nonostante abbia lavorato 42 anni. Finalmente attraverso il patronato l’uomo ha saputo che a marzo avrà il suo primo stipendio. Sorge adesso un nuovo problema, la preoccupazione per i dipendenti comunali che andranno in pensione nel prossimo futuro. Sembrerebbe infatti che all’incirca quindici persone rischino di trovarsi nella medesima situazione o anche peggio. Il patronato tramite i legali ha fatto richiesta di accesso agli atti, per controllare in quali anni i contributi pensionistici non sono stati versati. Si sta pensando a una vertenza collettiva per garantire l’esistenza della copertura contributiva ai dipendenti comunali che sono prossimi alla pensione. Esiste un serio sospetto sulla mancanza della copertura contributiva a salvaguardia di tutti i lavoratori, quest’anno e nel 2018 usciranno in parecchi dall’ente comunale. Anna Ammanniti
