(di Alessandro Andrelli) Ci sono anche casi ciociari, sia imprese che privati, intercettati dai fratelli Occhionero. L’indagine che ieri, martedì 10 gennaio, è stata resa pubblica dalla Polizia Postale nell’ambito dell’inchiesta “Eye Pyramid”, una vera e propria azione di Cyberspionaggio, ha visto violati anche gli ex premier Matteo Renzi e Mario Monti, il Presidente della Banca Centrale Europea, già Governatore della Banca d’Italia. Risultano violati anche i computer e server dell’azienda di logistica internazionale con sede in Ciociaria, Toti Trans, il gruppo sanitario Ini all’interno del quale c’è anche la Città Bianca di Veroli, e anche due commercialisti di Sora, marito e moglie, Umberto Geremia e Floriana De Donatis, quest’ultima anche consigliere comunale nella maggioranza del sindaco De Donatis. Una delle società off-shore potrebbe addirittura avere sede a Frosinone, in via Brighindi, come ha riportato il blog AlessioPorcu.it
PREMESSA – L’ex premier Matteo Renzi e Mario Monti, il presidente della BCE, Mario Draghi, il comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo, e il banchiere Fabrizio Saccomanni sono tra i nomi più autorevoli che venivano intercettati illegalmente dall’insospettabile Giulio Occhionero, ingegnere nucleare di 45 anni e da sua sorella Francesca Maria, 49 anni, arrestati ieri (martedì 10 gennaio) dalla Polizia Postale, nell’ambito dell’inchiesta ‘Eye Pyramid’. ACCUSA – I due sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia in carcere firmata dal gip Maria Paola Tomaselli su richiesta del pm Eugenio Albamonte. Nell’inchiesta anche un poliziotto indagato per favoreggiamento. Ai due vengono contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. I due provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono stati eseguiti nell’ambito di una complessa attività di indagine condotta dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico della Polizia Postale, coordinata dalla Procura di Roma. CAUSE – L“Occhio della Piramide” , questa la traduzione italiana del nome dato all’inchiesta, archiviava sotto la sigla “Bros” (fratelli) in una cartella piazzata in una delle numerose drop zone all’estero materiale sensibile e privato. Con il termine “Pobu” (Politicians Business) erano catalogati gli esponenti politici. Esistevano società “a scatole cinesi” nazionali e straniere, usate come paravento per l’acquisizione, in via anonima, di servizi informatici all’estero. Una di queste società, sembrerebbe addirittura avere una sede a Frosinone, in via Brighindi, come in serata ha riportato il blog AlessioPorcu.it. NUMERI – Nel database dei due fratelli un elenco di 18.327 username, di cui 1.793 corredate da password e catalogate in 122 categorie denominate ‘Nick’ che indicano la tipologia di target, oppure le iniziali di nomi e cognomi (“Eye” raggruppa 144 diversi account usati per gestire la dropzone del malware; “Bros” raggruppa 524 differenti account di posta elettronica relativi a 338 nominativi; “Tabù” che raggruppa diversi account e password con dominio port.taranto.it; “Pobu” cioè political e business, con 674 account di cui 29 corredati da relativa password. Tra gli account presenti nella lista alcuni con domini istituzionali come: camera.it, esteri.it e giustizia.it. SPIONAGGIO INDUSTRIALE – Gli indizi raccolti in altre inchieste – secondo quanto scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – lasciano intendere che la vicenda di spionaggio scoperta dalla Polizia: “Non sia un’isolata iniziativa dei due fratelli ma che, al contrario, si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza secondo le modalità” adottate da Giulio e Francesca Maria Occhionero. Precisa il giudice, però: “Allo stato un collegamento con altri procedimenti penali non è dimostrato”. COME E’ INIZIATA – L’indagine è partita dalla segnalazione del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale, che hanno accertato come i due fratelli gestivano una rete di computer (botnet) – infettati con un malware chiamato Eyepyramid– che avrebbe loro consentito di acquisire, per anni, notizie riservate e dati sensibili di decine di persone che, a vario titolo, gestiscono la funzione pubblica e delicati interessi, soprattutto nel mondo della Finanza. Occhionero, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, “riceveva regolarmente sul suo PC tutti i dati che il malware carpiva dai PC delle vittime”. CIOCIARIA – Tra gli intercettati c’è la società di logistica internazionale, Toti Trans, che vantava oltre 150 dipendenti. Sembrerebbe che ben 20 computer della società frusinate siano stati infettati. Nel sistema sanitario il gruppo INI è tra i maggiormente “spiati”. Bene sotto il controllo di questo gruppo c’è anche la “Città Bianca di Veroli”. Da ultimo, come anche due commercialisti di Sora, Umberto Geremia e sua moglie Floriana De Donatis, tra l’altro lei consigliere di maggioranza con il sindaco De Donatis, sarebbero stati spiati. Da capire il perché Toti Trans, eventualmente la Città Bianca di Veroli e soprattutto due commercialisti sorani possano essere intercettati da un sistema di “Cyberspionaggio” così complesso e soprattutto così ricco di nomi illustri e potenti del panorama politico e finanziario italiano. E poi, come ha riportato in serata il blog AlessioPorcu.it, ci sarebbe la sede di una società off-shore dei fratelli Occhionero addirittura nel capoluogo ciociaro, in Via Brighindi a Frosinone. Ne prossimi giorni ci sarà modo e tempo per indagare e capire meglio. Alessandro Andrelli
