Ceccano – Camillo Savone in concerto

Irene Mizzoni
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Il concerto del pianista Camillo Savone si terrà a Ceccano Collegiata di S. Giovanni Battista il giorno domenica 8 gennaio alle ore 18 per conto degli Assessorati alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Ceccano. “Il concerto – spiega Camillo Savone – è basato sull’improvvisazione e la rielaborazione personale delle più note melodie natalizie, a partire dagli spirituals fino ad oggi, insieme a mie pagine originali di musica sacra edite molti anni fa. Inoltre suonerò alcuni brani liturgici popolari, trasformati dalla rielaborazione e dell’improvvisazione. Non è un concerto tradizionale ma un progetto che propone un momento alto di ascolto emotivamente unico, cercando musica inaudita cioè mai ascoltata prima in questa forma e mai duplicabile dal vivo il giorno dopo. Festeggio così i cinquant’anni di studio quotidiano della musica, spero di poterne vivere altrettanti e in modo altrettanto entusiasmante e innovativo”. Abbiamo rivolto alcune domande al Maestro Savone: ecco cosa ci ha detto.

Camillo Savone e la musica… “Ormai sono le nozze d’oro, sono cinquant’anni che suono e che studio musica da quando, a quattro anni e mezzo, la Befana mi fece trovare davanti al camino una fisarmonica rossa poco più che giocattolo, due ottave, otto bassi. I miei genitori giurano che il giorno dopo vennero fuori le prime melodie natalizie che sembrava la radio, loro sono stati i primi a crederci, tanto che a dopo qualche giorno avevo già a casa una severa maestra di musica, la signora Sirolla di origine slava che abitava a Frosinone, e da quei giorni non ho mai smesso più”. Mezzo secolo di musica? “Soprattutto di studio quotidiano, tanti dischi e concerti, l’insegnamento, con esperienze didattiche anche di frontiera che hanno prodotto decine di musicisti ora in carriera. Tutti insieme per combattere il peggior nemico: l’ignoranza, specie quella musicale. Ancora oggi, quando vedo i talent in televisione, sento il bisogno di rispondere alla barbarie, suonando, per restituire al pubblico quello che lo star system, certi show e il consumismo ha tolto: il piacere di ascoltare prima “la canzone” e poi “il cantante”. Cosa significa? “Tutti pretendiamo dall’arte di emozionarci solo che oggi, forse per un vuoto di contenuti, alla musica si sostituisce il personaggio: stravediamo per gli interpreti e solo dopo ascoltiamo le note. La vera emozione la dà il cantante, il rapper, le immagini, il videoclip, i palchi supertecnologici, molto meno la melodia, l’armonia. I miei concerti, invece, tendono a far scomparire l’interprete per ritrovare la via dell’udito e del sentimento più intimo di ciascuno”. Quali le esperienze musicali di questo mezzo secolo di storia? “Dopo gli studi da giovanissimo in conservatorio ci sono stati i vari corsi, i primi concerti, il perfezionamento con alcuni grandi pianisti e direttori, l’insegnamento già a 18 anni, l’amore per il jazz con la guida di Gerardo Jacoucci, il padre della didattica jazzistica in Italia 40 anni fa; poi Didattica, Composizione e Direzione di Coro, sempre mentre lavoravo, suonavo, percorrevo centinaia di chilometri. Poi c’è stata la fondazione e direzione per quasi vent’anni della Scuola comunale di musica a Ceccano, il Coro Polifonico, la fondazione di altre scuole in provincia, un punto di riferimento nei territori, ottimi docenti che hanno formato decine e decine di musicisti, insegnanti a loro volta e poi ottimi strumentisti. Il Metodo viaggia da sé, dura per generazioni…”. Oggi torna nella sua città per un omaggio ad un parroco scomparso… “Il concerto a San Giovanni Battista a Ceccano chiude il periodo natalizio e lo fa con una dedica particolare a Mons. Antonio Piroli per decenni parroco di riferimento dell’intera comunità fabraterna. Fu lui a far entrare la prima “messa beat” con elementi di un complesso locale, “Una vecchia storia”, fu lui a formare intorno a sé il Gruppo Agape che per dieci anni portò musica moderna in mezza Italia. La data scelta è quella dopo l’Epifania, quando i bambini recitano le poesie e i canti di Natale prima di tornare a scuola. Suonerò non solo il repertorio natalizio ma anche alcuni canti liturgici antichi trasformati nel linguaggio dell’improvvisazione”.
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