Incetta di rifiuti nella località Vadurso.
Il pittoresco quadro natalizio, testimoniato dalla foto, torna a parlare dei disservizi dell’ente comunale. Non è il primo scorcio di spazzatura inefficacemente smaltita sulle strade isolane. Eppure le cartelle esattoriali degli ultimi mesi e le delibere dell’ente hanno parlato dell’aumento della tassa sui rifiuti, a cui ha risposto un generale malumore dei cittadini. Nulla di buono a quanto pare. Non è necessario essere dei fiscalisti per cogliere la nozione di tassa, che è, o meglio dovrebbe essere, il pagamento per l’erogazione di un servizio pubblico: l’ente si occupa dello smaltimento dei rifiuti e gli isolani ne pagano il prezzo. Peccato che i fatti dicano altro, dimostrando che, fino ad ora, le tasche dei cittadini si sono svuotate per pagare nient’altro che un disservizio. È trascorso poco meno di un anno da quando l’amministrazione ha notificato con un semplice avviso l’obbligo di pagare sei anni di arretrati per la tassa sui rifiuti, a fronte degli 800 mila euro previsti in entrata per la stessa. Quando si deciderà, allora, di mutare il disservizio in servizio? Veronica Villa
